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LETTURE/ Islam, la modernizzazione monca e le scorciatoie sbagliate

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Sul versante più propriamente religioso Mohammed Khatami, già presidente dell'Iran, consapevole che non va umiliata la tradizione ma neppure chiuse le porte alla modernità, invita a distinguere il corpo della Verità dalla limitata conoscenza e comprensione che ogni uomo ne ha. Attingere la Verità è un cammino e il vero errore sarebbe confondere le interpretazioni della religione con la religione stessa. Non ha senso parlare di "scontro di civiltà" ma occorre procedere sulla via di un cambiamento evolutivo delle persone religiose in tutti i campi della loro vita, che non danneggerà "la Verità della religione, il Sacro e il Sublime propri della sua essenza".
Anche per l'indonesiano Azyumardi Azra, l'islam ha una parola da dire al mondo, nell'attuale stato di crisi politica, culturale e sociale. Solo l'armonia tra le diverse religioni permetterà di evitare scorciatoie sbagliate quali l'abbandono della religione o la chiusura nel fondamentalismo. Lo stato deve promuovere il reciproco rispetto; le religioni invitare i propri membri a un percorso spirituale e conoscitivo che li apra al dialogo con credenti di altre fedi e culture. Ai fedeli islamici propone di valorizzare episodi e interpretazioni della propria tradizione orientati a questa visione. La varietà di sensibilità presenti nel mondo islamico non è conseguenza di una caduta nell'errore ma una realtà positiva voluta da Dio. Il pluralismo è un tratto caratteristico dell'islam originario e ritrovare queste vie è la sua vera riforma.
Sul rapporto tra islam e stato Malaysia, Filippine e Indonesia offrono esperienze originali in quanto stati di recente indipendenza, con esigenze di sviluppo economico e sociale, dove le comunità islamiche vivono frammiste ad altre confessioni religiose (buddhiste, cristiane, induiste). Alla Malaysia (indipendente dal colonialismo britannico nel 1957) Abdullah Ahmad Badawi ha proposto di divenire riferimento per l'Asia basando la propria identità e unità nazionale sulla pluralità di religioni e culture presente nel paese. Nel passaggio dalla tolleranza formale di stampo liberale a una coesistenza basata sul rispetto delle diversità vede la via perché l'islam ritrovi la propria funzione civilizzatrice.
Le Filippine (indipendenti dal 1946 dal protettorato americano) hanno conosciuto un forte conflitto tra cristiani e minoranze musulmane che ha prodotto episodi di lotta armata e atti di terrorismo. In questo contesto Cesar Adib Majul propone di riconsiderare le radici storiche delle due maggiori confessioni, cristiana e islamica, che condivisero l'aspirazione all'indipendenza, come fondamento di un dialogo culturale e sociale nel quale la comunità islamica si mostri capace di perseguire il bene sociale ed economico di tutta la nazione.



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