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LETTURE/ Davide contro Golia, la certezza della vera forza di Dio

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Davide con la testa di Golia di Caravaggio  Davide con la testa di Golia di Caravaggio

Comincia a delinearsi l'arma di Davide, l'appartenenza sua e del popolo a Dio. Ma egli dovrà prima vincere le resistenze di Saul alla sua profferta di combattere Golia. Il re oppone a Davide la sua giovane età, paragonata all'esperienza militare del nemico. Davide sembra cedere alla sua logica: "Il tuo servo custodiva il gregge di suo padre e veniva talvolta un leone o un orso a portar via una pecora dal gregge. Allora lo inseguivo, lo abbattevo e strappavo la preda dalla sua bocca. Se si rivoltava contro di me, l'afferravo per le mascelle, l'abbattevo e l'uccidevo. Il tuo servo ha abbattuto il leone e l'orso. Codesto Filisteo non circonciso farà la stessa fine di quelli, perché ha insultato le schiere del Dio vivente". Ancora la ripetizione come espediente letterario: "Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell'orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo".

Saul acconsente e riveste Davide della sua armatura, completa di elmo, corazza e spada. Ma il giovane guerriero non può camminare così appesantito, si libera da tutte le armi e si avvia alla lotta con un bastone, la fionda e cinque ciottoli levigati. È il Signore la forza di Davide e un salmo riprende liricamente la sua fede: "Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mia mani alla battaglia, le mie dita alla guerra. Mia fortezza e mia liberazione, mio Dio in cui trovo riparo".

"Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto". I due si sfidano a vicenda con le parole: la tracotanza di Golia si oppone alla fede guerriera di Davide. Poi, anticipando il corpo a corpo, Davide scaglia una pietra con la fionda, colpisce Golia e, uccisolo, gli taglia la testa. L'esercito nemico fugge.

"Tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele": questa la sicurezza di un giovane, chiamato a essere re, la cui figura resta impressa nella memoria comune per le sue vittorie, i suoi peccati, il suo pentimento, il suo canto. Non a caso, le parole bibliche traspaiono nel Manfredi di Dante, emblema della potenza del perdono di Dio anche nell'ultimo istante della vita: "Biondo era e bello e di gentile aspetto".



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COMMENTI
05/08/2016 - Vivere in Pace fra lupi privi di Spirito Santo! (Silvano Rucci)

David, avendo profonda Fede in Dio ed osservando la Legge Divina ed i suoi Comandamenti, sa di affrontare un combattimento impari. Non vacilla perché avverte in cuor suo che il Dio Vivente sarà dalla sua parte. Il nemico invece fa come gli pare e piace. Fida soltanto nella propria tracotanza. E' completamente ignaro della vera grande Forza di Dio, Creatore dell'Universo e dell'Infinito! “Senza una Fede profonda nel Creatore, Vivente in ciascuno di noi, non è possibile vivere in pace fra dei lupi, privi di Spirito Santo e morti in se stessi!”