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GIORNATA DEL CREATO/ Il gemito della terra è quello dei nostri fratelli uomini

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Papa Francesco (LaPresse)  Papa Francesco (LaPresse)

No. Papa Francesco l'aveva detto all'inizio dell'Anno Santo ad Andrea Tornielli nel libro intervista Il nome di Dio è Misericordia, parlando della valenza pubblica della Misericordia. Oggi si può parlare di Misericordia come processo politico. Certo la forma politica che papa Francesco ha scelto è la lavanda dei piedi, non la rivendicazione di uno spazio per la politica cristiana. Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, alcuni giorni fa a Rimini ha detto che Papa Francesco non concepisce l'Europa come uno spazio, ma come un processo in progress. Questo è il suo modo di concepire tutto il mondo. Un mondo in cui, pur entrando nel merito di tutti i problemi, la Misericordia alla fine prevalga.

 

E questo come si adatta ai temi della difesa del creato?

Gestendo in progess processi che facciano percepire quanto detto all'inizio: il valore del dono della creazione e di noi creature. Il nostro Creatore ci ha fatto così: così liberi da essere in grado di rischiare di distruggere il creato. Alla nostra libertà che può essere usata male Dio contrappone la sua Misericordia. Impariamo a sperimentare — come dice il Messaggio della Cei per la giornata di quest'anno — a sperimentare in modo più intenso il dono del creato, scoprendoci immersi in una misericordia che chiama anche noi ad essere "in uscita", nella cura responsabile per il creato e per la famiglia umana.

 

Per concludere, lei è anche arcivescovo della Diocesi di Monreale. Come trascorrerà la giornata di oggi?

La mattina ci ritroveremo al bosco di "Ficuzza" nei pressi di Corleone, per un momento di preghiera al quale prenderanno parte rappresentanti di varie confessioni religiose, cui seguirà una tavola rotonda con la partecipazione dei segretari regionali dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, della Coldiretti e con la presenza di varie autorità. L'incontro organizzato dall'Ufficio pastorale per i problemi sociali e il lavoro, e dall'Ufficio per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso, vuole invitare tutti ad ascoltare il gemito e la sofferenza della nostra terra devastata dagli incendi, inquinata dai rifiuti, rovinata dall'abusivismo edilizio e dal degrado ambientale per una conversione ecologica. Ma per questa occorre un cuore rinnovato, per ricercare assieme le vie di una custodia efficace di "sorella terra" e per riscoprire la centralità dell'uomo non come padrone del creato, ma come suo custode.



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