BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Da Charlie Hebdo a Swift, la satira che ci siamo dimenticati

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Sawrey Gilpin, Gulliver lascia la terra degli Houyhnhnms (1769) (Immagine da Wikipedia)  Sawrey Gilpin, Gulliver lascia la terra degli Houyhnhnms (1769) (Immagine da Wikipedia)

Il motto dei cavalli è il perfetto So, ergo faccio: il mondo creato è fatto da una parte di eutanasia, matrimoni combinati a scopo eugenetico, dissoluzione dei legami familiari ed amicali, sistema di caste fra cavalli superiori ed inferiori senza alcuna speranza di "mobilità sociale" (perché manca il desiderio stesso dei cavalli più umili di migliorarsi, di "ascendere"), rigetto di Gulliver sulla base del suo aspetto fisico e della sua ragione imperfetta, e dall'altra da violenza, isolamento e brutalità negli Yahoos, il cui destino è l'estinzione di massa tramite castrazione.

Un mondo dettato dalla ragione scientista, semplicemente perfetto. Ma rivoltante per chi legga Swift e si ritrovi in una delle sue opzioni descritte da Swift stesso: "Satire is a sort of glass wherein beholders do generally discover everybody's face but their own; which is the chief reason for that kind reception it meets with in the world, and that so very few are offended with it" ("La satira è una sorta di specchio nel quale gli osservatori di solito scoprono il volto di chiunque tranne il proprio; il che è la ragione principale per l'accoglienza benevola che ha nel mondo, ed il motivo per cui così pochi sono offesi da essa").

Nessuna offesa, fino a quando macerie e corpi a brandelli non compongono un orrore che è proprio il mio.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.