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LETTURE/ Hölderlin, come affronta un poeta il senso del male?

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Antonio Canova, Amore e Psiche (1788-93)  Antonio Canova, Amore e Psiche (1788-93)

Quelle intuizioni geniali che lo hanno accompagnato nella sofferenza e nella solitudine; talmente sensibile era diventato da usare la pelle di un altro quasi fosse un alibi, nascondendosi in numerosi Alter Ego per sopportare di vivere.

Eppure è il modo in cui Hölderlin affronta l'inaudito dolore che diventa oggetto di attenzione di Francesco Roat e della sua indagine: come affronta un poeta il senso del male? La follia è forse una necessità? O un palliativo? Una fuga?

Ma soprattutto: può sopravviverne la scrittura? Può consolare? 

Questo è il momento storico in cui la poesia viene sempre più ridotta a "terapia lenitiva" a "autoconsolazione"; le poesie, così diffuse anche in web, quelle che raccolgono più "like" sono sempre più egoreferenti e, oserei dire, tristi.

La poesia sta rischiando di diventare una pacca sulla spalla, un sospiro amoroso tuttalpiù…, bene, allora vi consiglio caldamente questo saggio.

"Il cantore folle" di Francesco Roat: il cammino accidentato di un poeta, il destino folle di un uomo che non ha mai smesso di usare la Poesia.

 

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Francesco Roat, "Il cantore folle. Hölderlin e le Poesie della torre", Moretti & Vitali, 2016.



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