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CAOS ROMA/ M5s, l'utopia pericolosa di una "Scientology" all'italiana

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Beppe Grillo e (dietro di lui) Alessandro Di Battista (LaPresse)  Beppe Grillo e (dietro di lui) Alessandro Di Battista (LaPresse)

È un modello di cosiddetta democrazia diretta, non rappresentativa, che dovrebbe poi affidare la gestione della cosa pubblica a persone tecnicamente qualificate provenienti dalla società civile. Da cittadino a cittadino, senza mediazione politica. Forse bisognerebbe ricordare all'M5s (e fin che ci siamo anche alla sinistra-sinistra) che la cosiddetta società civile è per definizione il luogo in cui ci manifestiamo come individui egoisti, indipendenti gli uni dagli altri, legati solo da rapporti contrattuali stretti sul mercato. Il cittadino che è in noi, la persona moralmente responsabile del bene comune, si palesa semmai nella sfera politica variamente articolata nello Stato. Fare a meno dei partiti, espressione di una volontà generale, significa, nel qui e ora, fare a meno della democrazia, prefigurare una fase post-democratica in cui comandano direttamente i multiformi aggregati dei singoli egoismi: le liste civiche, i gruppi in difesa di particolari diritti, le associazioni di categoria, specialmente i consigli di amministrazione. Ognuno chiuso nel proprio orticello. Nelle democrazie storicamente evolutesi a partire dalla concezione liberale (forse non in quelle "socialiste", ma lì siamo in un altro mondo, quello dei gulag) i partiti sono imprescindibili e, quando sono in crisi, necessitano di altri aggregati collettivi, portatori di istanze generali e includenti, dai quali poter rinascere. Ma se fosse la politica come capacità di contrapporsi al migliore dei mondi possibili ad essere in crisi, come io credo? In questo caso, l'M5s ne sarebbe la prova esaustiva. E il popolo, in tutto ciò? A sferruzzare ai piedi della ghigliottina, sotto l'incantesimo del peggior giustizialismo (e anche questo andrebbe ricordato alla sinistra-sinistra, se già non lo sapesse perfettamente e non lo avesse coccolato). Se la "vecchia politica" è morta, quella nuova battezza una governance che cancella l'idea stessa di governo, di conflitto, di partecipazione e impone una gestione opaca del potere per mezzo di lobby e consorterie, le sole strutture di mediazione rimaste sulla piazza.

L'M5s è di destra, autoritario e reazionario, eccome! Gaia, il manifesto di Casaleggio, un filmato promozionale, un gioco com'ebbe a definirlo l'autore, sintetizza la storia mondiale in cinque minuti. Vi si narra come le reti di comunicazione (e detto così sembra quasi una cosa seria) abbiano permesso a gruppi massonici (in maiuscolo), religiosi e finanziari, un po' anche al Bilderberg (anch'esso in maiuscolo), di governare il mondo. Vi si preconizza, grazie a internet, alla rete, dopo una lunga guerra mondiale che ridurrà l'umanità a un miliardo di persone, un Nuovo Ordine Mondiale (proprio così) privo di conflitti, di partiti politici, ideologie e religioni. Questo nuovo Candide, questo 1984 del XXI secolo, è un Mein Kampf medicalizzato in salsa New Age per l'edificazione di una specie di Scientology all'italiana. A ben vedere, Gaia prefigura (semplificando oltre misura, ma con estrema coerenza) la riduzione di quell'85 per cento della popolazione mondiale tendenzialmente superflua al mercato grazie alla rivoluzione della microelettronica e all'abbandono delle politiche di sviluppo (né produttori, né consumatori), immaginando per i pochi ricchi sopravvissuti (più i nani, i buffoni e le ballerine) un mondo bio, animalista, forse anche un po' vegano. 



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COMMENTI
14/09/2016 - Che iattanza! (ALBERTO DELLISANTI)

I circa 65 anni di età di Maurice Bignami sono stati assai movimentati, arricchiti anche da passaggi, da cambiamenti che hanno ben modificato tipi di pensiero e di azioni politiche di partenza. Non sono un suo "buon" lettore, perché non mi avvicina a lui, come dire, un massimalismo, un radicalismo delle sue esposizioni. Sarebbe bello che dopo la disamina di Bignami sul M5S, il Sussidiario ne proponesse una di una penna nuova, al fine di un quadro di lettura articolato. Grillo è caleidoscopico, effervescente, estroso, e nei suoi primi anni ha fatto sparate che gli hanno anche reso risultati negativi. La maturazione non è percorso che sia riservato solo ad alcuni. Vi è stata maturazione anche per Grillo, il quale non è oggi identico a quello dei Vaffa Day del decennio scorso. Vedo l'arrogante ostentazione di superiorità di Maurice Bignami nello scrivere di un "ineffabile comico, bugiardo, inquietante come tutti i comici". Altri (se il Sussidario lo farà) ci diranno qualcosa in più sul defunto Casaleggio/Candide/Mein Kampf/Scientology (il tutto coniato dal Bignami).