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CAOS ROMA/ M5s, l'utopia pericolosa di una "Scientology" all'italiana

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Beppe Grillo e (dietro di lui) Alessandro Di Battista (LaPresse)  Beppe Grillo e (dietro di lui) Alessandro Di Battista (LaPresse)

 Tornando al più concreto presente, l'amministratore modello pentastellato — trasparente, onesto, competente, libero da qualsivoglia legame sociale interpretabile come possibile conflitto d'interesse, mai indagabile — ricorda neanche troppo alla lontana il bravo burocrate, buon padre di famiglia, che può fare e fa il male se sta dentro un meccanismo politico-sociale che lo spinge ad agire "senza pensare" (come direbbe Hannah Arendt). Vi ricorda qualcuno?

L'M5s è del tutto funzionale al sistema, se con esso non intendiamo banalmente gli apparati dei partiti, semmai semplici componenti del sottosistema politico. Anzi, nei nostri tempi trans-moderni, l'M5s dà corpo alla crisi di autonomia della politica, sempre più succube di una economia che tutto governa (o meglio tutto mette in crisi), che ha informato secondo le proprie astratte e automatiche necessità ogni aspetto dell'umano. Meglio, contribuisce a predisporre strumenti e attitudini che danno vita ad una pseudo politica: infantile (uno vale uno, lo streaming), crudele (le calunnie, le epurazioni), mortale (le elezioni ridotte a un'ordalia secondo le regole del Grande Fratello: o dentro o fuori!). L'M5s non tiene gli italiani lontano dal populismo di estrema destra, come vorrebbe farci credere l'ineffabile comico, inquietante e bugiardo come tutti i clown. Al contrario, l'M5s li acclimata e li addestra, e prepara la strada al nuovo che verrà. 

Certo, anche le altre forze, di centro-sinistra e di centro-destra, hanno le loro responsabilità, non solo su come è ridotta Roma, ma sull'apparente mancanza di reale alternativa. Auguriamoci che la soluzione non sia rincorrere l'M5s, non sia farsi simile ad esso: opporsi al mainstream forse non paga nel breve, ma può essere una soluzione nel lungo.

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COMMENTI
14/09/2016 - Che iattanza! (ALBERTO DELLISANTI)

I circa 65 anni di età di Maurice Bignami sono stati assai movimentati, arricchiti anche da passaggi, da cambiamenti che hanno ben modificato tipi di pensiero e di azioni politiche di partenza. Non sono un suo "buon" lettore, perché non mi avvicina a lui, come dire, un massimalismo, un radicalismo delle sue esposizioni. Sarebbe bello che dopo la disamina di Bignami sul M5S, il Sussidiario ne proponesse una di una penna nuova, al fine di un quadro di lettura articolato. Grillo è caleidoscopico, effervescente, estroso, e nei suoi primi anni ha fatto sparate che gli hanno anche reso risultati negativi. La maturazione non è percorso che sia riservato solo ad alcuni. Vi è stata maturazione anche per Grillo, il quale non è oggi identico a quello dei Vaffa Day del decennio scorso. Vedo l'arrogante ostentazione di superiorità di Maurice Bignami nello scrivere di un "ineffabile comico, bugiardo, inquietante come tutti i comici". Altri (se il Sussidario lo farà) ci diranno qualcosa in più sul defunto Casaleggio/Candide/Mein Kampf/Scientology (il tutto coniato dal Bignami).