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CAOS ROMA/ M5s, l'utopia pericolosa di una "Scientology" all'italiana

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Beppe Grillo e (dietro di lui) Alessandro Di Battista (LaPresse)  Beppe Grillo e (dietro di lui) Alessandro Di Battista (LaPresse)

A tre mesi dalle elezioni per il nuovo sindaco, Roma è allo stallo. La nuova giunta che dovrebbe amministrare la città è un cantiere catastrofato, il consiglio comunale non si è mai riunito, nessuna delibera è stata discussa. La capitale non è governata e sopravvive per forza d'inerzia. Come una grossa balena spiaggiata, boccheggia. Si rianimerà, magari, ma è un pessimo presagio. Molti si chiedono se siamo già alla resa dei conti, se l'M5s (capace come pochi di ferirsi col solo fuoco amico) ha disatteso le promesse, tradito gli elettori, persa la grande occasione di mostrarsi capace di governare e non solo protestare; rivelato, insomma, d'essere uguale a tutti gli altri. 

Reggere una metropoli come Roma è impresa difficilissima. Un semplice accenno ai mali maggiori sarà sufficiente per riportarli alla memoria. Nello specifico la città ha un debito che ne azzoppa le possibilità di manovra; una sorellanza di municipalizzate fuori controllo, incapaci fino ad oggi di svolgere compiutamente il proprio lavoro; un'amministrazione pletorica, scoordinata e inefficiente; una manutenzione della cosa pubblica (immobili, strade, verde) sotto il livello di guardia, forse già sotto la soglia di ripresa; grandi opere (potenziamento delle poche linee di metropolitana, riordino della viabilità) assoggettate a tempi faraonici. In generale ha un assetto urbanistico che la rende, così com'è, ingestibile: è dodici volte più estesa di Parigi; ha accorpato innumerevoli borgate nate nel dopoguerra e cresciute col boom economico (l'uno e l'altra preistoria patria) con le regole caotiche dell'abusivismo; si è sviluppata senza alcuna programmazione, per volontà di palazzinari, politici e amministratori tesi al bene personale o tutt'al più di banda (attualità ancora feconda). Sfilacciata territorialmente, Roma fuori le mura, in numerose aree ampie come piccole e medie città, è simile a un rizoma impazzito, senza capo né coda, privo di gerarchie interne, che riproduce un tessuto cittadino strutturalmente impossibilitato a garantire a tutti i cittadini servizi (scuole, presidi sanitari, trasporti) e opportunità (partecipazione politica, socialità, cultura) in egual misura. Ai mali specifici e generali di Roma, dovremmo poi aggiungere quelli nazionali, il cui semplice elenco è però fuori questione per mancanza di spazio.

Detto ciò, occorre subito sfatare alcuni miti: l'M5s è l'espressione di un nuovo modo di concepire la democrazia, non è di destra né di sinistra, è antisistema. Dopo di che ci apparirà più chiaro con chi abbiamo a che fare. 

Onestà e trasparenza, curricula e meritocrazia, espressione della volontà popolare via internet. Soprattutto politica senza partiti (per definizione corrotti). Ricordiamoci infatti che la compagine M5s romana — vale a dire gli iscritti al sito beppegrillo.it amministrato dalla Casaleggio Associati srl e residenti nella capitale, i grandi elettori di Virginia Raggi — è composta da 1.764 militanti, il cui solo merito e unica pratica politica è di essere iscritti al suddetto sito da un certo lasso di tempo. E basta. 



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COMMENTI
14/09/2016 - Che iattanza! (ALBERTO DELLISANTI)

I circa 65 anni di età di Maurice Bignami sono stati assai movimentati, arricchiti anche da passaggi, da cambiamenti che hanno ben modificato tipi di pensiero e di azioni politiche di partenza. Non sono un suo "buon" lettore, perché non mi avvicina a lui, come dire, un massimalismo, un radicalismo delle sue esposizioni. Sarebbe bello che dopo la disamina di Bignami sul M5S, il Sussidiario ne proponesse una di una penna nuova, al fine di un quadro di lettura articolato. Grillo è caleidoscopico, effervescente, estroso, e nei suoi primi anni ha fatto sparate che gli hanno anche reso risultati negativi. La maturazione non è percorso che sia riservato solo ad alcuni. Vi è stata maturazione anche per Grillo, il quale non è oggi identico a quello dei Vaffa Day del decennio scorso. Vedo l'arrogante ostentazione di superiorità di Maurice Bignami nello scrivere di un "ineffabile comico, bugiardo, inquietante come tutti i comici". Altri (se il Sussidario lo farà) ci diranno qualcosa in più sul defunto Casaleggio/Candide/Mein Kampf/Scientology (il tutto coniato dal Bignami).