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LETTURE/ Le macerie di New York e la strategia del doppio binario

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E così, fra i due partiti in lotta elettorale, il più belligerante è quello che affila le sue armi sotto il mantello delle parole più "corrette". Non è detto che, come alcuni dicono, l'impero nordamericano si rivelerà il più breve nella storia degli imperi moderni; ma quello che è chiaro è che si tratta dell'impero più raffinatamente ipocrita, che come tale ci avvolge in una rete di complicità.

Per sfuggire all'atmosfera di confusione etica e di stanchezza dopo anni di reiterata violenza che emanava da "Ground Zero" in quel giorno, bisognava rifugiarsi ai suoi margini: come nel giardinetto discretamente annidato fra gli angoli del quartiere di Wall Street — il giardinetto donato dalla regina Elisabetta in memoria di quelli, tra i caduti nell'attacco alle Torri Gemelle, che erano originari del Regno Unito e del suo Commonwealth — dove abbiamo ascoltato il suono, insieme rude ed elegiaco, delle cornamuse; o nel cimitero-giardino di Trinity Church scampata al disastro, con le sue semplicissime lapidi che risalgono ai tempi in cui gli Stati Uniti stavano nascendo come tali. E almeno con il suo passato settecentesco, questo paese ha fatto la sua pace.



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