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LETTURE/ Munaretto, nelle cose i segni di un "oltre" a cui prestare ascolto

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Vincent Van Gogh, Campo di grano con corvi (particolare) (1890)  Vincent Van Gogh, Campo di grano con corvi (particolare) (1890)

La leggerezza inseguita da Munaretto aspira ad una purezza di cuore originaria, ad un primigenio stupore ("solo/lo stupore afferra qualcosa" ci ricorda l'autore citando san Gregorio Nisseno). In La prima nevicata possiamo infatti osservare una vera e propria trasfigurazione in cui la neve candida viene a trasformare in bianca visione una scena di domestica intimità familiare: "E tutto è bianco,/ i fiocchi che continuano a cadere/ calmi come/ i grani del Rosario – e quella luce/ sull'acqua del Giordano,/ l'acqua che noi siamo" (p. 87). Così, attraverso uno stupore capace di generare conoscenza, la poesia di Munaretto si sofferma ad indagare con minuzia il mondo naturale, i suoi minimi ed impercettibili segni che diventano grandiosi: "l'uccello di passo il piccione/ tra le tegole/ l'alba in cui giubilano/ tutti e tre" (p. 47), "come ciuffi, nuvolette,/ linee sottili soffi -/ i larici spogli/bellissimi" (p. 48), "la salmodia umilissima/ dei boschi e delle pietre fieramente/ materne" (p. 64), "il verde che innamora, i piccoli mirtilli,/ di là dai pini/ il blu allo stato puro" (p. 75), il ragnetto che passeggia sulle foglie del basilico ricordando all'uomo il "miracolo d'essere vivi/ vicino ai gerani, le margherite" (p. 97). Ed è questa apertura ontologica, portatrice di uno sguardo redento sulla storia del mondo e degli uomini ("il fatto è che il bene è apparso/ e il bene c'è" si afferma in Una mattina di giugno uscendo di casa) il primo segnale di una umana rinascita, in attesa del riscatto finale (p. 94):

 

E il mondo nasce ancora
in te Michele che guardi
i cocoriti
              azzurri e gialli

nasce l'erba nei campi nasce il verde
nasce adesso e questa finissima
pioggia di giugno è la prima pioggia
mai vista e ride

e chi lo vide
cosa buona e bella
ancora un poco così lo rivede
ora in te piccolo ignaro segno vivente
della vittoria finale

quando dai quattro angoli gli angeli suoneranno
e la terra sarà degli umili e dei miti.

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