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LETTURE/ 95 voci per capire come nasce una Costituzione di parte

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Le 95 voci sono concentrate sulla seconda parte della Costituzione, quella che è stata, negli ultimi anni, maggiormente oggetto di attenzione per essere modificata. Si è diffusa, infatti, da un certo punto della storia repubblicana (tendenzialmente dalla seconda metà degli anni Settanta), l'opinione che la Costituzione avesse bisogno di modifiche, soprattutto (ma ancora non esclusivamente) nella seconda parte. Ciò ha distolto l'attenzione da un lato dalla crisi dei partiti, dall'altro da quell'attuazione di cui la Costituzione ancora aveva bisogno, perché — come disse Calamandrei nel celebre "Discorso ai giovani sulla Costituzione" pronunciato il 26 gennaio 1955 — la Costituzione repubblicana non ha fissato un punto fermo, ma "apre le vie verso l'avvenire" e "perché si muova ogni giorno bisogna rimetterci il combustibile". 

Tuttavia — come ricorda Pizzorusso ne La Costituzione ferita (Laterza, 1999) — dopo la vittoria del centrodestra, in gran parte estraneo ai partiti dell'"arco costituzionale", nel 1994, gli altri partiti ritennero di "mettere in salvo" la prima parte della Costituzione, sottraendola a qualunque tentativo di modifica (quasi "imbalsamandola"), lasciando che, invece, la seconda parte divenisse oggetto di "scambio politico" e poi addirittura di iniziative di revisione del Governo, come nella fase che stiamo vivendo.

Le 95 voci lungo le quali si dipana il libro vanno dalla "A" di "Amnistia e indulto" alla "Z (lettera)", che rappresenta l'ultimo punto dell'assai lievitato elenco di materie di competenza legislativa statale (articolo 117, secondo comma), secondo la revisione in attesa di pronunciamento popolare, esaurendo — dopo una breve introduzione — l'intero contenuto del libro, salva l'aggiunta di alcuni indici utili nelle ultime pagine.

Queste voci, al di là della segnalazione delle revisioni che forse verranno o forse no, a seguito del prossimo referendum, danno conto anche delle modifiche da cui gli istituti sono stati nel frattempo interessati. A partire proprio da "Amnistia e indulto", già oggetto di revisione con legge costituzionale n. 1 del 1992, per proseguire con "Bilancio dello Stato", rispetto al quale è stata la legge costituzionale n. 1 del 2012 ad apportare la nota modifica del principio del "pareggio di bilancio", e quindi con "Circoscrizione estero", istituita — modificando l'articolo 48 della Costituzione — con legge costituzionale n. 1 del 2000 e "Immunità parlamentare", oggetto di revisione con legge costituzionale n. 3 del 1993, per fare soltanto alcuni esempi. 

Ci sono poi tutte le voci sulle autonomie locali, che danno conto delle modifiche apportate — quasi all'intero titolo V della Costituzione — dalle leggi costituzionali n. 1 del 1999 e n. 3 del 2001. Quest'ultima è nota come "Revisione del titolo V" ed è stata la prima modifica della Costituzione, peraltro di piuttosto ampia dimensione, approvata — su proposta del Governo — dalla sola maggioranza parlamentare che lo sosteneva, salvo essere poi confermata dal corpo elettorale in un referendum che registrò una davvero bassa partecipazione (34 per cento). 



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COMMENTI
19/09/2016 - Molto interessante (Luigi PATRINI)

Articolo molto interessante, che presenta un testo che merita davvero di essere letto. Paradossalmente, però, con le osservazioni finali si ribadisce l'estrema difficoltà di dare un secco SI o un secco NO a tanti argomenti complessi e tra loro connessi. Soprattutto lascia perplessi il fatto che l'iniziativa della proposta di riforma che sarà sottoposta al voto dei cittadini sia partita dal Governo: il risultato dividerà ulteriormente il Paese e Renzi - che, purtroppo, probabilmente vincerà - avrà il merito di aver spaccato il Paese: povera Italia, combattuta tra l'inconsistenza cultural-amministrativa dei 5Stelle (vedi il casino di Roma!), del populismo folle di Salvini, dell'ottimismo superficiale e di facciata di un buon "affubalatore" che twitta sempre per primo come fa Renzi, che risolve i problemi parlandone! Ah come sarebbe tutto diverso se l'ex Cav. di Arcore avesse avuto solo la generosità di credersi un essere umano, più "fortunato", magari, ma solo un essere umano!! Grazie dell'articolo! Voterò NO molto più convintamente di quanto pensassi! Non dimentichiamoci di pregare per il Papa, come Lui ci chiede, ma non dimentichiamoci neppure di pregare per noi e per il nostro popolo!