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LETTURE/ 95 voci per capire come nasce una Costituzione di parte

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L'attenzione per l'evoluzione dei diversi istituti oggetto delle varie voci, anche attraverso le modifiche da cui sono stati interessati, mostra come evidentemente la retorica di un Paese che non riesce ad approvare riforme "da settant'anni" (come si è giunti recentemente a dire, quasi che alla Costituente si fosse scherzato) sia infondata. L'Italia ha approvato, di volta in volta, le modifiche costituzionali puntuali che riteneva utili e lo ha generalmente fatto con ampie maggioranze parlamentari che hanno assicurato di mantenere quel testo condiviso, capace di unire tutti — al di là delle anche profonde differenze ideologiche e di programma di governo — sin dalla Costituente. Fa eccezione, per ora, la "Revisione del titolo V" del 2001, imposta da una maggioranza (di centrosinistra) a fine legislatura. 

Dopo questo episodio ce ne sono stati altri due: nel 2005, quando la maggioranza (di centrodestra) impose la riforma dell'intera parte seconda della Costituzione, bocciata dagli elettori nel giugno 2006, e quella imposta dal governo attualmente in carica, con la sua maggioranza, su cui i cittadini si pronunceranno nelle prossime settimane. 

I sondaggi presenti fino ad oggi mostrano che quasi sicuramente il Paese risulterà diviso cosicché dal referendum deriverà o la permanenza della Costituzione del 1947, come successivamente modificata, che ha unito gli italiani (salvo per il titolo V) o una che — almeno per una sua larga parte — li divide. Questo è certamente un rischio di non poco conto, che si sarebbe probabilmente potuto evitare scegliendo un'altra strada sin dal momento della presentazione della proposta, facendola nascere in Parlamento, a partire dagli interventi più necessari e maturi, per una revisione più leggera e condivisa (Pertici, La Costituzione spezzata. Su cosa voteremo con il referendum costituzionale, Lindau, 2016). 

In proposito questo libro di Panizza, proprio attraverso i riferimenti anche alle modifiche del titolo V della parte seconda della Costituzione, mette tra l'altro in evidenza come una revisione costituzionale concepita e scritta male non porti alcun vantaggio, ma anzi problemi di funzionamento delle istituzioni. Per questo, nell'esprimersi nel prossimo referendum, i cittadini dovranno, con pazienza e libertà rispetto a considerazioni estranee al contenuto del testo licenziato dalle Camere, compiere una valutazione di merito, decidendo se l'eventuale modifica migliorerà davvero il funzionamento delle istituzioni, anzitutto riuscendo ad aumentare il loro peso nell'assunzione delle decisioni pubbliche e garantendo la linearità di queste ultime e la certezza del diritto. 

Da questo punto di vista, pur essendo tutte le voci utili, ci sembra che lo siano in particolare almeno le seguenti: "Camera dei deputati", "Forma di governo", "Funzioni di controllo dell'operato del Governo", "Funzione di indirizzo politico", "Funzione legislativa", "Governo", "Iniziativa legislativa popolare", "Interesse nazionale", "Intesa tra i Presidenti delle Camere", "Maggioranza dei votanti alle ultime elezioni", "Minoranze parlamentari", "Oggetto proprio delle leggi", "Pronuncia a data certa", "Rappresentanza delle istituzioni territoriali", "Referendum abrogativo", "Referendum propositivi e d'indirizzo", "Riparto di funzioni legislative", "Senato della Repubblica", "Sindaci", "Urgenza della legge". 



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COMMENTI
19/09/2016 - Molto interessante (Luigi PATRINI)

Articolo molto interessante, che presenta un testo che merita davvero di essere letto. Paradossalmente, però, con le osservazioni finali si ribadisce l'estrema difficoltà di dare un secco SI o un secco NO a tanti argomenti complessi e tra loro connessi. Soprattutto lascia perplessi il fatto che l'iniziativa della proposta di riforma che sarà sottoposta al voto dei cittadini sia partita dal Governo: il risultato dividerà ulteriormente il Paese e Renzi - che, purtroppo, probabilmente vincerà - avrà il merito di aver spaccato il Paese: povera Italia, combattuta tra l'inconsistenza cultural-amministrativa dei 5Stelle (vedi il casino di Roma!), del populismo folle di Salvini, dell'ottimismo superficiale e di facciata di un buon "affubalatore" che twitta sempre per primo come fa Renzi, che risolve i problemi parlandone! Ah come sarebbe tutto diverso se l'ex Cav. di Arcore avesse avuto solo la generosità di credersi un essere umano, più "fortunato", magari, ma solo un essere umano!! Grazie dell'articolo! Voterò NO molto più convintamente di quanto pensassi! Non dimentichiamoci di pregare per il Papa, come Lui ci chiede, ma non dimentichiamoci neppure di pregare per noi e per il nostro popolo!