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LETTURE/ 95 voci per capire come nasce una Costituzione di parte

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Tu chiamala se vuoi, revisione di Saulle Panizza è un lavoro di divulgazione costituzionale in forma di dizionario, come specificato nel sottotitolo. È un libro scritto — come precisato nell'introduzione — "in un momento particolare", e cioè mentre è in corso un tentativo di ampia revisione della Costituzione. Si tratta della legge costituzionale approvata in via definitiva dalle Camere lo scorso 12 aprile, con la sola maggioranza assoluta dei voti (il 56 per cento al Senato e il 57,3 per cento alla Camera) e che quindi sarà sottoposta — a seguito della presentazione di richieste in tal senso — a un referendum costituzionale, ancora in attesa di essere indetto.

Per questo, le 95 voci elencate nel libro-dizionario sono definite non solo secondo la disciplina costituzionale vigente, ma anche tenendo conto delle modifiche che sarebbero eventualmente apportate se al referendum si registrasse una maggioranza volta a confermare le scelte delle Camere. Tra le voci, tuttavia, ce ne sono alcune non toccate dalla revisione (ad esempio, "Azione penale", "Consiglio di Stato", "Consiglio superiore della magistratura", "Controfirma ministeriale", "Corte dei conti", "Dichiarazione di illegittimità costituzionale" ecc.), come alcune altre per le quali si fa esclusivo riferimento alla stessa (ad esempio, "Decadenza da senatore", "Dovere di partecipazione alle sedute", "Equilibrio nella rappresentanza", "Funzione di controllo dell'operato del Governo", "Funzioni di raccordo", "Giudizio preventivo di legittimità costituzionale", ecc.).

Il lavoro si distingue da altri scritti, anche a carattere divulgativo, sulla revisione costituzionale in corso di approvazione, non solo per la sua impostazione come "dizionario" ma anche per tenere insieme il testo vigente e quello che potrebbe diventarlo, fornendo — ci dice l'autore — "una prima interpretazione del cambiamento che potrebbe derivare in caso di prevalenza del sì nel referendum". 

Un cambiamento di cui Panizza, correttamente, non dà una connotazione necessariamente positiva, come fanno coloro che sostengono fideisticamente la revisione in corso di approvazione (anche se — per loro stessa ammissione — di bassa qualità o almeno, secondo i più moderati, amanti dell'eufemismo, "non perfetta"), ma che dalla descrizione, alla quale in sostanza ci si limita, emerge talvolta come positiva e talaltra (più spesso) come negativa, dal punto di vista della linearità, della capacità di rappresentare la sovranità popolare e di consentire un adeguato funzionamento degli istituti (nuovi o riformati). 

La caratterizzazione del lavoro, evidenziata dallo stesso Panizza, è quella di  "educazione civica o costituzionale". Una materia almeno di fatto generalmente del tutto assente nella formazione scolastica e che invece tutti i cittadini dovrebbero conoscere. La divulgazione — come spiega Sartori nell'introdurre La democrazia in trenta lezioni (Mondadori, 2008) – è una cosa molto seria e difficile, oltre che utile (e anzi necessaria), proprio perché richiede una semplificazione che non deve trasformarsi in approssimazione. In questo senso il lavoro di Panizza centra l'obiettivo, non richiedendo, tra l'altro, di essere letto necessariamente in un'unica soluzione, ma potendo essere consultato, di volta in volta, da chi abbia un dubbio o una curiosità. 



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COMMENTI
19/09/2016 - Molto interessante (Luigi PATRINI)

Articolo molto interessante, che presenta un testo che merita davvero di essere letto. Paradossalmente, però, con le osservazioni finali si ribadisce l'estrema difficoltà di dare un secco SI o un secco NO a tanti argomenti complessi e tra loro connessi. Soprattutto lascia perplessi il fatto che l'iniziativa della proposta di riforma che sarà sottoposta al voto dei cittadini sia partita dal Governo: il risultato dividerà ulteriormente il Paese e Renzi - che, purtroppo, probabilmente vincerà - avrà il merito di aver spaccato il Paese: povera Italia, combattuta tra l'inconsistenza cultural-amministrativa dei 5Stelle (vedi il casino di Roma!), del populismo folle di Salvini, dell'ottimismo superficiale e di facciata di un buon "affubalatore" che twitta sempre per primo come fa Renzi, che risolve i problemi parlandone! Ah come sarebbe tutto diverso se l'ex Cav. di Arcore avesse avuto solo la generosità di credersi un essere umano, più "fortunato", magari, ma solo un essere umano!! Grazie dell'articolo! Voterò NO molto più convintamente di quanto pensassi! Non dimentichiamoci di pregare per il Papa, come Lui ci chiede, ma non dimentichiamoci neppure di pregare per noi e per il nostro popolo!