BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Soli contro tutti: Enzo Tortora e Luigi Calabresi

Pubblicazione:

Enzo Tortora (1928-1988)  Enzo Tortora (1928-1988)

"Ci fu un tempo in cui Milano era letteralmente tappezzata di scritte che dicevano: 'Calabresi assassino'. Con tale perentoria, mostruosa tracotanza, che un giorno (era domenica, Calabresi era a passeggio in via Cherubini, con uno dei bambini per mano), lui mi disse: 'Vedi, se c'è una cosa che mi consola, è che questo qui, almeno, non sa ancora leggere'. Tre anni fa, volli conoscerlo al di là dei rapporti di lavoro che ogni cronista deve avere, per necessità, con gli uomini che sono al servizio dello Stato, e dai quali, qualche volta, può ottenere notizie ed informazioni. E diventammo amici. Non era difficile del resto. Luigi Calabresi era un ragazzo di incredibile bontà, di un rigore morale, di uno scrupolo e di una umanità che lo allontanavano le mille miglia dal ruolo di 'sbirro' che certuni, per vile calcolo o per comoda polemica, gli avevano appiccicato addosso. Credeva in Dio, fermamente. 

Quando una volta gli chiesi, nel periodo più buio delle accuse, degli attacchi, degli insulti, come faceva a resistere, senza mai un cedimento di nervi, senza uno scatto, a quell'autentico linciaggio morale al quale era sottoposto, mi rispose sorridendo: 'È semplice. Credo in Dio. E credo nella mia buona fede. Non ho mai fatto nulla di cui possa vergognarmi. E non odio nemmeno i miei nemici. Ho angoscia per loro, non odio. È una parola, odio, che proprio non conosco'".

Così scriveva, così era, Enzo Tortora, mio amico dai tempi del mio esordio nel giornalismo, a Genova. Aveva difeso Calabresi senza riserve, si era scagliato contro i suoi detrattori e i suoi assassini morali e pensava sempre di scrivere un libro sulla tragedia che aveva coinvolto il commissario. Non fece in tempo, perché a sua volta fu vittima della crudele persecuzione giornalistica e giudiziaria vera origine del cancro che lo portò a prematura morte. Mi passò il testimone: i fascicoli giudiziari contenenti tutti i particolari del calvario subito da Luigi Calabresi, che l'avvocato Michele Lener aveva promesso a Tortora, toccarono a me. E fu anche sulla base di quella imponente documentazione che nel 1990 potei realizzare, in qualità di curatore, il libro di memorie di Gemma Capra Mio marito il commissario Calabresi. E, molti anni dopo, Luigi Calabresi, Medaglia d'Oro, da cui fu tratta la fiction televisiva "Gli anni spezzati. Il Commissario".

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.