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HARRY POTTER n. 8?/ Il maghetto è stato venduto al conformismo

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J.K. Rowling (LaPresse)  J.K. Rowling (LaPresse)

La Rowling negli ultimi anni è anche intervenuta pesantemente in alcuni momenti cruciali della storia di due Paesi: la Scozia, in occasione del referendum sull'indipendenza del 2014, dove sostenne in modo veemente la posizione unionista, arrivando anche a insultare gli indipendentisti scozzesi col titolo — potteriano — di Mangiamorte. La seconda occasione è stato il referendum irlandese dello scorso anno sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. Anche in questo caso la scrittrice inglese si fece sentire appoggiando i fautori delle unioni omosessuali.

Infine, dopo aver tentato con scarso successo la via di altri generi letterari, è tornata al suo maghetto, nonostante avesse assicurato che con lui aveva chiuso.

Questo lavoro è una sorta di "next generation", dove troviamo un Harry Potter impiegato al Ministero della Magia, padre di tre figli, in forte contrasto generazionale con uno di essi, che porta il nome di Albus. Non è l'unica figura di erede: c'è anche una surreale figlia di Voldemort e di Bellatrix Lestrange. E meno male che in passato la scrittrice aveva criticato Guerre Stellari per la soluzione "Luke, io sono tuo padre"!

Il difficile rapporto tra le diverse generazioni emerge anche dal positivo approfondimento del personaggio di Draco Malfoy, che emerge come un ex bambino competitivo solo perché spinto, come accade spesso nella realtà, da un genitore estremamente ambizioso. La Rowling sembra così attenuare la sua ostilità nei confronti dei Serpeverde, e prendere in considerazione l'idea che non c'è una genìa di indole malvagia, quanto piuttosto delle personalità, come quella di Draco, debole e influenzabile.

Come ha fatto notare la maggiore studiosa del mondo di Hogwarts, Marina Lenti, autrice de La Metafisica di Harry Potter, questo è l'aspetto più positivo di questo lavoro: la riflessione sul tema  profezia-predestinazione-libero arbitrio.

Non sappiamo se questo libro segnerà davvero la fine della saga di Harry Potter. In realtà ci sarebbe molto di interessante su ciò che ha preceduto le vicende dei sette anni scolastici ad Hogwarts. E' di un prequel, eventualmente, di cui si potrebbe sentire la necessità. Vedremo se la scrittrice più ricca e famosa di Inghilterra avrà la volontà e la creatività per farlo.



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COMMENTI
24/09/2016 - Grazie! (Giuseppe Crippa)

Ringrazio di cuore Paolo Gulisano per la sua efficacissima sintesi del messaggio insito nei libri della saga di Harry Potter e anche per le note relative all’autrice! Se il suo consiglio di scrivere un “prequel” con la vita di Harry Potter bambino verrà seguito da J. K. Rowling, non escludo di volerlo leggere (come invece non ho fatto, senza alcun rimpianto almeno fino alla lettura di questo articolo, per gli altri libri).