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LETTURE/ C.S. Lewis, un leone ci aiuta a tornare bambini

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Clive Staples Lewis (1898-1963) (Foto dal web)  Clive Staples Lewis (1898-1963) (Foto dal web)

Clive Staples Lewis, uno dei più singolari intellettuali dell'Inghilterra del suo tempo, uno dei più celebri convertiti del suo tempo: approdato al cristianesimo, dopo una lunga militanza atea e scientista, aveva scritto opere storiche e libri in difesa del cristianesimo in un mondo che vedeva scivolare inesorabilmente verso l'indifferentismo religioso.
Ma l'autorevole professor Lewis — per gli amici Jack — era anche un sognatore, fin da quando era bambino in Irlanda, e i suoi sogni a volte erano strani, in particolare quando venivano a visitarlo dei leoni.
"Tutti i miei sette libri su Narnia e i tre di fantascienza — scrisse nel suo volume Altri mondi — sono cominciati vedendo delle scene nella mia testa. In principio non erano un racconto, ma solo dei quadri. Il Leone la strega e l'armadio ebbe inizio con la scena di un fauno che portava un ombrello e dei pacchetti in un bosco candido per la neve. Questa scena era stata nella mia mente da quando avevo circa 16 anni. Poi un giorno, vicino ai quaranta, mi dissi: 'Cerchiamo di tirarne fuori un racconto'. All'inizio avevo una pallidissima idea di come sarebbe andata la storia. Poi improvvisamente vi saltò dentro Aslan. Penso di aver sognato in quel periodo una buona quantità di leoni. A prescindere da ciò, non so da dove venne il leone e perché venne. Ma una volta lì, trascinò tutto il racconto, e presto si tirò dietro gli altri sei della serie di racconti di Narnia".
Così nacque Narnia, la terra che ha fatto sognare milioni di lettori, uno dei più affascinanti tra i mondi fantastici inventati dall'immaginazione degli scrittori. Il sogno di Jack si trasferì sulla carta, con tutti i ricordi dei suoi sogni di bambino, con gli animali parlanti, con i cavalieri, con le streghe, i nani, i fauni. E soprattutto con un leone, quel leone del sogno che prese il nome di Aslan, un incredibile personaggio che è il vero principale protagonista delle Cronache, il "filo rosso" che tiene insieme tutti gli episodi iniziati con Lucy che entra nell'armadio e incontra il fauno sotto la neve.
Così, nell'estate del 1948, il professor Jack Lewis cominciò a scrivere un racconto fantastico che intitolò Il leone, la strega e l'armadio.
Quando il libro uscì, fu un successo incredibile, anche piuttosto inaspettato. Un libro che era uscito da un sogno, dai ricordi dell'infanzia e dal suo amore per la Bellezza e per la Verità, divenne l'inizio di un ciclo, che ebbe termine esattamente sessant'anni fa, il 4 settembre 1956, con la pubblicazione del settimo volume, L'Ultima Battaglia. I lettori si trovarono di fronte non semplicemente all'episodio conclusivo della saga di Aslan e dei fratelli Pevensie, ma alla rappresentazione dello scontro finale che attende il mondo, una visione del l'Apocalisse dove Satana lancia la sua ultima sfida contro la visione cristiana del mondo, contro l'idea dell'uomo fatto ad immagine di Dio, e vuole affermare un potere che prevarica norme e leggi di natura per assecondare empi desideri e ambizioni.



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