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Cultura

STORIA/ Sei paesi, sei guerre mondiali: è possibile una memoria condivisa?

Foto dalla mostra Foto dalla mostra "Different wars"

È il caso del patto Molotov-Ribbentrop (o, come viene spesso indicato nei manuali tedeschi, patto Hitler-Stalin), che nei manuali russi viene giustificato come un gesto a cui Stalin fu obbligato per proteggere il proprio paese e per non ritrovarsi in una posizione di isolamento internazionale. Non a caso si evita di parlare di "annessione" o "aggressione" nei confronti dei territori occupati fra il 1939 e il 1941, ma si preferisce scrivere di come l'Urss abbia "incorporato" queste zone. Per la Russia la seconda guerra mondiale è la Grande guerra patriottica, che ha mostrato al mondo la potenza di questo paese e che ancora oggi viene portata a dimostrazione della sua forza: condannare quindi il patto fra Stalin e Hitler vorrebbe dire rivedere criticamente la politica dell'Urss durante quegli anni e in un certo senso infangare il ricordo di una vittoria immacolata, cosa inaccettabile nella Russia di oggi. Diverso è il punto di vista dei manuali polacchi o lituani, che vedono invece in questo patto e nel protocollo segreto a esso allegato una dimostrazione della cinica politica dell'Unione Sovietica. D'altra parte, il desiderio di riabilitare il proprio passato è visibile anche nei manuali pubblicati in Italia, che sembrano insistere nel voler trasmettere l'immagine degli "italiani brava gente" e spesso preferiscono sorvolare sulle violenze commesse dai nostri militari in Grecia e in Jugoslavia. 

Dobbiamo dunque pensare che sia impossibile arrivare a una memoria realmente condivisa della seconda guerra mondiale? 

Una via, in realtà, esiste ed è quella che parte dall'analisi di esperienze diverse. Iniziative di studio come quella proposta dalla mostra "Different wars", inaugurata ieri a Milano e dedicata al confronto fra i manuali di storia per scuole superiori di sei paesi (Germania, Polonia, Lituania, Repubblica Ceca, Italia e Russia), possono aiutare a capire come una memoria comune possa nascere anche dall'unione di più memorie singole. Ciò che viene proposto da questa mostra, organizzata dal gruppo di lavoro "Historical Memory and Education" nato all'interno dell'EU-Russia Civil Society Forum e allestita in Italia dall'Associazione Memorial Italia in collaborazione con la Casa della Memoria, l'Istituto Lombardo per la Storia Contemporanea e il Comune di Milano, è un superamento della dimensione meramente nazionale: dalla memoria di altri paesi possiamo conoscere aspetti che nella nostra tradizione storiografica vengono posti in secondo piano o del tutto taciuti. 

Possiamo così arricchirci di piccoli frammenti di memoria che si uniscono a quelli che già possediamo, per andare a comporre un quadro più ampio. La memoria condivisa non è un sogno, ma nasce dalla ricerca costante di un punto di incontro fra culture diverse, da uno studio che ci permette di conoscerle e abbracciarle. 

 

"Different wars. National School Textbooks on WWII"
Casa della Memoria, Via Federico Confalonieri, 14, Milano. Dall'11 al 26 gennaio, orario 9-17.

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