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Cultura

E' l'epoca della rabbia?/ Ecco dove nasce e come combatterla

Martha Nussbaum: viviamo nell'epoca della rabbia? L'intervista alla scrittrice e sociologa autrice di "Anger and Forgiveness", che studia il ruolo della rabbia nella società moderna

Martha NussbaumMartha Nussbaum

La nostra è l'epoca della rabbia? A guardare alcune decisioni prese da popoli solitamente riflessivi come i britannici, che si sono lanciati senza paracadute verso la Brexit, o i venti populisti che soffiano in tutta Europa o anche le preoccupazioni sugli scontri fra l'America di Trump e la Corea del Nord, che potrebbero portare a una Terza Guerra Mondiale, si direbbe proprio di sì. La scrittrice e sociologa Martha Nussbaum ha recentemente pubblicato il suo nuovo libro "Anger and Forgiveness", che toglie però qualche certezza riguardo il fatto che la rabbia sia davvero la risposta per risolvere tutti i problemi del mondo. In un'intervista all'inserto "Robinson" del quotidiano La Repubblica, Martha Nussbaum, ha spiegato con lucidità il suo punto di vista: "La politica della rabbia ha alterato il corso della storia di tante Nazioni, inclusi gli Stati Uniti. E anche il futuro dell'Europa dipenderà dal richiamo della rabbia o dal prevalere di altri sentimenti."

IL PERICOLO DELLA COSTRIZIONE CULTURALE

Da "Anger and Forgiveness" si possono ricavare degli assunti chiave su come la rabbia influenzi la società moderna, e secondo Martha Nussbaum la costrizione culturale è la principale produttrice di rabbia, che dopo essere rimasta nascosta per anni sotto il tappeto, ha ricevuto una sorta di legittimazione sociale nei tempi moderni. "Tutte le civiltà incubano tantissia rabbia. Probabilmente si tratta di un fenomeno universale che ha radici nell'evoluzione. I greci e romani pensavano che gli effetti della rabbia dovessero essere socialmente contenuti, le società moderne sono invece arrivate a conclusioni diverse. L'immagine stessa dell'America nasce come quella dei pionieri in lotta contro le forze nemiche". La Nussbaum sottolinea poi l'importanza di Giuseppe Verdi, per fare un esempio concreto per l'Italia, come compositore che ha colto maggiormente il senso della rabbia. 

L'ESEMPIO DEL "RIGOLETTO" 

L'esempio di Martha Nussbaum è quello del "Rigoletto: "Verdi mostra gli aspetti distruttivi della rabbia. Rigoletto uccide sua figlia, Iago annienta sia Otello che Desdemona. Un momento interessante nel Rigoletto è il duetto: "Sì vendetta, tremenda vendetta", che il protagonista e Gilda intonano dopo che lei viene portata via dal Duca. La musica è felice: mia figlia a tre anni la voleva ascoltare di continuo perché le dava allegria. Rigoletto crede di aver trovato il segreto della gioria, ma ha trovato solo distruzione: di sé stesso e della figlia." Il che combacia con la visione di "Anger and Forgiveness" che parla della rabbia come uno strumento ambiguo, utile quanto pericoloso nella sfera morale. "La rabbia può servire come segnale che qualcosa non va e può scuotere le persone dall'inerzia verso le cose sbagliate," spiega la Nussbaum, "Martin Luther King intravide nella rabbia una motivazione essenziale al lavoro di correzione di un'ingiustizia sociale. Ma ne rintracciava anche un aspetto pericoloso nel desiderio di rivalsa: non appena la rabbia spinge il popolo a muoversi, spiegava King, il sentimento deve essere purificato, senza cadere nella spirale della vendetta."

RABBIA PER LA DISCRIMINAZIONE

Ovviamente, come suggerito anche dal titolo del libro, il perdono ha un ruolo fondamentale in questo meccanismo: "Nella cultura cristiana ed ebraica i racconti del perdono sono esplicitamente gerarchici: i peccatori devono umiliarsi e chiedere perdono a un superiore. Anche il perdono incondizionato spesso assume una sgradevole sfumatura di superiorità morale. Io preferisco l'amore generoso esemplificato nella parabola del figliol prodigo. E nella carriera di Nelson Mandela". Il perdono visto come strumento di potere e di affermazione gerarchica non fa che generare altra costrizione culturale e, conseguentemente, altra rabbia. Ma Martha Nussbaum riesce nella vita di tutti i giorni a seguire queste linee guida sul valore della rabbia? "Non mi arrabbio mai con le persone che amo, tendo a farlo con maleducati e competenti. E non sopporto chi ha atteggiamenti discriminatori verso il genere e l'età, il classico omone che senza chiedermi il permesso sistema la mia valigia nella cappelliera dell'aereo. Posso farlo da sola, godo di ottima forma fisica."

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