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Cultura

Anna Záborská/ "In Europa una persecuzione silenziosa dei cristiani: non possono vivere secondo i loro valori"

In un'intervista concessa al quotidiano La Verità, l'euro-deputata Anna Záborská denuncia quella che, a suo dire, è la "persecuzione silenziosa" perpetrata a danno dei cristiani in Europa

Anna Záborská, in un recente scatto (Facebook)Anna Záborská, in un recente scatto (Facebook)

“In Europa ci sono stati che sono ostili alla religione e i cristiani sono spesso perseguitati”: non usa mezzi termini Anna Záborská, in un’intervista rilasciata a La Verità, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, per denunciare quella che, a suo dire, è una privazione “silenziosa” del diritto di molti credenti di poter avere liberamente una coscienza religiosa. La 59enne euro-deputata slovacca ma originaria di Zurigo, oltre che una delle leader carismatiche del Movimento Cristiano Democratico che ha sede a Bratislava, ha parlato a 360 gradi non solo dell’Unione Europea e delle questioni più spinose a cui oramai devono far fronte le istituzioni comunitarie, ma ha approfittato dell’occasione per ribadire le sue note posizioni riguardo alla libertà di culto e alla presenza dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, ai diritti delle donne e infine anche al suo rapporto con le odierne posizioni della Chiesa Cattolica di Papa Francesco.

"NON BASTA RISOLVERE LE CRISI MA PREVENIRLE"

Anna Záborská, nella sua lunga intervista a La Verità, parte delle difficoltà che sta incontrando la UE nel gestire l’emergenza migranti in relazione, in particolare, al ruolo avuto sino ad ora dall’Italia: “Nel 2015 l’Unione si è dimostrata impreparata a gestire questo fenomeno” esordisce la politica slovacca, spiegando che tali tentennamenti hanno poi finito per influire anche sulle misure adottate in sede comunitaria. “L’Italia e la Grecia hanno gestito bene la situazione ma ora bisogna trovare una soluzione che permetta non solo di risolvere queste crisi, ma anche di prevenirle” ammonisce la Záborská che si ricollega anche alla necessità di ridefinire il sistema valoriale dell’intera Europa: “Se leggo la Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE ci trovi di tutto” spiega la 69enne leader del Movimento Cristiano Democratico che, più che una mancanza di valori, vede il problema attuale soprattutto nella “mancanza di definizioni”, oltre che di un contenuto sostanziale.

LA SUA POSIZIONE SULLA DIFESA DEI DIRITTI DELLE DONNE

Passando invece ad analizzare il tema dei diritti delle donne, Anna Záborská illustra quale sia l’agenda che si è posta la Commissione Europea: “Da una parte si punta a informare su come le donne subiscano maggiori violazioni dei diritti umani rispetto agli uomini, dall’altra si interessa delle pari opportunità” spiega l’euro-deputata che, però, ricorda come il solo ruolo sociale delle donne non contribuisca a “definire il concetto di femminilità”: la logica conseguenza di questo, a suo avviso, è che spesso le donne alle prese con quelle che lei chiama le sfide della maternità o della violenza non vengono comprese perché ci si focalizza troppo sul “diktat delle pari opportunità”. A tal proposito, ribadisce la sua posizione sulla difesa della vita, nella quale però si sente minoritaria come peraltro accade nella politica europea: “Essere comunque parte di una minoranza, non significa essere isolati” ricorda al suo intervistatore.

LA "PERSECUZIONE SILENZIOSA" DEI CRISTIANI

Infine Anna Záborská dedica l’ultima parte dell’intervista concessa a La Verità ad affrontare il tema del suo rapporto con la fede della “persecuzione silenziosa” che nel continente viene commessa contro i credenti. “Non posso immaginare una Europa che imprigioni i cristiani come avveniva nel mio Paese durante il regime comunista” precisa l’euro-deputata che si dice pienamente d’accordo con le parole del Pontefice quando parla di una privazione per certe persone della loro libertà di coscienza. Citando un rapporto elaborato dall’Università di Notre Dame di Parigi, la Záborskás spiega che questa persecuzione comporta spesso anche la perdita del posto di lavoro e altre sanzioni sociali, dato che “queste situazioni impediscono ai cristiani di vivere secondo i propri valori”. Anzi, secondo lei il caso del verdetto che, in Francia, ha imposto di eliminare la croce da una statua di Papa Giovanni Paolo II è un tipico esempio di “neutralità religiosa dello Stato che diventa atteggiamento apertamente ostile”, mentre ha parole al miele per la concezione di chiesa di Papa Bergoglio: “Grazie a lui è un’istituzione che ci abbraccia con compassione e si prende fraternamente cura di noi”.

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