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Cultura

EDITH STEIN/ Cattolica fino al dono di sé: una ricerca stroncata solo dall'Olocausto



Francesco Agostini


mercoledì 3 gennaio 2018


Edith Stein è stata un personaggio importantissimo del secolo scorso, dalla religiosità perennemente alla ricerca di Dio. Il suo percorso è stato impervio e a volte difficoltoso ma, alla fine, concreto. Concreto nella sua tragicità vista anche l'esperienza particolarissima di Edith Stein. Innanzitutto per le sue origini ebraiche. Fin qui nulla di strano, ma essere ebrea in un periodo come quello a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento era di certo un fattore che poteva mettere a rischio la vita. Con l'avvento di Adolf Hitler e del partito nazionalsocialista quei rischi divennero tali e, alla fine, travolsero anche Edith Stein. Che però, nel frattempo, aveva completamente cambiato strada dopo un inizio difficile. In gioventù, infatti, la Stein era stata atea, salvo poi ritrovare la fede. Fede che, però, non significò abbracciare l'ebraismo ma la religione cattolica in tutta la sua profondità di vita. Edith Stein divenne una monaca dell'Ordine delle Carmelitane Scalze e fu una delle vittime più illustri dell'Olocausto.

LA METAFISICA

Edith Stein fu una pensatrice e una filosofa di grandissimo spessore che fondò tuuta la sua vita sulla ricerca strenua di Dio. Questa ricerca avrebbe abbracciato tutti gli studi, non fossilizzandosi solamente sulla teologia, ma aprendosi anche ad elementi propriamente laici come la filosofia e la scienza. Entrambi questi ambiti venivano sincretizzati da Edith Stein nell'ambito della metafisica in un processo unico che portava alla conoscenza di Dio. Prima di tutto, la filosofia. Per Edith Stein l'approccio filosofico deve essere sempre critico, critico soprattutto con se stesso, il che vuol dire, alla base, dubitare per poter progredire nella conoscenza. A questa serrata speculazione filosofica si deve aggiungere, ovviamente, la fede, l'elemento fondativo per ogni credente. La fede, per Edith Stein, deve poggiare su qualcosa di meraviglioso e forte, una vera e propria rivelazione. Solo in questo modo la metafisica può offrire all'uomo una visione ampia del mondo, concreta, vera e sinottica. Grazie ad essa l'uomo può arrivare ad una maggiore comprensione della realtà.

IL RAPPORTO CON LA FILOSOFIA

Edith Stein, lo abbiamo detto, è stata una grande filosofa perennemente alla ricerca di Dio, purtroppo stroncata da una grande tragedia come quello dell'Olocausto. Il rapporto con la filosofia è stretto e da lei definito secondo canoni precisi, espressi con una luciità mentale assoluta. La filosofia cattolica, per la pensatrice ebraica si fonda su alcuni filoni fondativi come, ad esempio, il tomismo di San Tommaso D'Aquino. Secondo il tomismo l'uomo doveva unire due elementi importanti come fede e ragione, l'uno inscindibile dall'altro. All'opposto c'era l'averroismo, che invece divideva i due aspetti e negava un punto importante del cattolicesimo come l'immortalità dell'anima. Dall'altro lato, vi era la speculazione filosofica che tutti i pensatori avevano portato a termine dal Rinascimento fino ad Immanuel Kant. Per Edith Stein questa dualità doveva essere necessariamente abbattuta, se si voleva arrivare a comprendere i segreti della teologia e del mondo. Insomma, quello della filosofa e religiosa ebraica è stato un pensiero solido e concreto, stroncato purtroppo dalla follia dell'uomo.



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