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Cultura

IL SUD GIA' E NON ANCORA/ Mendicino, la missione di Maria nell'aridità del nostro tempo

Il cosentino Roberto Medicino a distanza di pochi giorni riceverà due importanti riconoscimenti internazionali a Lecce e Spoleto. Occasioni per ammirare le sue opere. SABATINO SAVAGLIO

Roberto Mendicino, Il portatore, particolareRoberto Mendicino, Il portatore, particolare

Un'estate piena di soddisfazioni per la carriera artistica del cosentino Roberto Mendicino: a distanza di pochi giorni sarà insignito di due importanti riconoscimenti internazionali, il 30 giugno a Lecce e il 7 luglio a Spoleto, "per le importanti attività che svolge nel campo della cultura e dell'arte".

Le commissioni designate conferiranno al noto e stimato artista la statuetta del premio "Julius Caesar" unitamente al titolo di "Maestro Accademico Onorario" nella manifestazione che si terrà a Lecce, dove verrà inoltre proiettato l'ultimo lavoro dell'artista, "La scena oltre"; a seguire, il piano Nobile di Palazzo Mauri di Spoleto vedrà il maestro insignito del "Premio Festival Art 2018" nel contesto del Festival dei Due Mondi. In entrambe le occasioni sarà possibile ammirare le significative opere in concomitanza dell'evento: il dipinto "Uomo che guarda" resterà esposto a Lecce dal 25 al 30 giugno presso l'Antica Galleria di Arte "Maccagnani". Quanto al Festival Art di Spoleto, l'opera "Vergine Sposa col Bambino" sarà disponibile al pubblico e in seguito la stessa tela parteciperà alla mostra internazionale itinerante che toccherà importanti città, tra cui Siena, Perugia, Milano e Roma.

In "Vergine sposa" l'autore ha inteso comunicare l'accresciuta conoscenza della missione di Maria, che diviene lieta venerazione e adorante rispetto per il disegno di Dio, il quale ha collocato nella sua famiglia la Chiesa, intesa come focolare domestico presente sullo sfondo. Maria madre del figlio di Dio, prediletta dal Padre e tempio dello Spirito Santo, nella figura della sposa, in spirito di servizio veglia sulla Chiesa e protegge strettamente il bambino vestito di rosso, simbolo del martirio. Ma, contemporaneamente, è proiettata nel paesaggio desertico, metafisico, che simboleggia l'indifferenza e l'aridità della società del nostro tempo. Le 12 figure femminili indefinite attorno alla figura centrale della sposa vogliono raffigurare le 12 stelle di Maria, simbolo di perfezione poiché tre, in richiamo alla Trinità, moltiplicato per quattro, che indica l'umanità, indicano la perfetta armonia tra umano e divino con la Vergine Maria che ne è mediatrice.

La ricerca artistica di Mendicino, formatosi nel Liceo artistico "Umberto Boccioni" di Cosenza prima del suo percorso universitario, si evolve nello studio della tecnica, concepita come forma di evoluzione del disegno stesso, in cui il concetto del "disporre" è visto dall'artista come possibilità di compenetrazione e sfida di ruoli. Tramite la ricerca rivolta all'analisi dei fenomeni sociali contemporanei, Mendicino sviluppa una visione di natura antropologica. Le sue opere si avvalgono di tecniche del disegno e di tutto ciò che riguarda la nomenclatura della pittura, partendo dalla semplice composizione di colori a tempera e olio e svolgendo e sperimentando anche la tecnica del puntinismo con la produzione di varie serigrafie.

Negli ultimi anni, di fondamentale importanza rimane l'evoluzione di uno stile proprio, riconoscibile attraverso le ultime opere quali "Maschera nel deserto", "Attesa", "Pier delle Vigne", "Il portatore" e la già citata "Vergine Sposa col Bambino". Già insignito di meritevoli e numerosi riconoscimenti, Roberto Mendicino arricchisce il la sua produzione artistica con emozionanti opere intrise da profonde simbologie e vibranti di poesia.

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