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BENESSERE/ Piccoli lussi di cui non si può fare a meno

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Mentre si fa avanti la recessione, tutti si trovano a dover stringere la borsa. E anche chi ormai si è abituato al lusso deve pianificare un budget, da cui non sforare, perché il modello di vita a credito ormai non è più funzionante.
Dunque tra i vari piaceri che ci si concede bisogna imparare a distinguere di quali si può fare tranquillamente a meno, perché puri lussi, e di quali no.
Gli inglesi, oggi più che mai, fanno riferimento al principio di Mr Micawber: «Annual income twenty pounds, annual expenditure nineteen nineteen six, result happiness. Annual income twenty pounds, annual expenditure twenty pounds ought and six, result misery» (Entrata annuale venti sterline, spesa annuale diciannove sterline, diciannove scellini, sei centesimi, risultato felicità. Entrata annuale venti sterline, spesa annuale venti sterline e sei centesimi, risultato miseria). Nel racconto di Charles Dickens David Copperfield, Micawber era il personaggio sempre indebitato, ma che riusciva ogni volta a riprendersi grazie a una speranza tenace nel fatto che qualcosa sarebbe cambiato. Oltre lo stretto della Manica l’affermazione è diventata proverbiale, e ora viene presa come buon esempio da seguire.
Non è solo questione di pianificare le spese, ma di scegliere a cosa non possiamo proprio rinunciare e cosa invece riteniamo vitale, ma si rivela una spina nel fianco per il nostro portafogli.
Compilare una lista di tutti i lussi (dalla palestra, all’abito o borsa firmati, a tutto ciò che riguarda il cibo e la casa) che pesano sulla nostra vita, ci permette di aprire un po’ gli occhi sul modo in cui viviamo. Soprattutto quando si tratta di mode, dove essere obiettivi su ciò che è superfluo diventa difficile. Così il disegnatore di scarpe inglese Rupert Sanderson, riconosce di non poter fare a meno di uscire fuori la sera e, come vuole il suo mestiere, di cercare le pelli migliori. Ma al tipico budino inglese – il pudding – e alla sua automobile, che tra costo del parcheggio e multe comporta una spesa non indifferente, può anche dire di no. Non può rinunciare a una buona qualità della vita e ai suoi bellissimi libri Franca Sozzani, editore capo di Vogue in Italia. Ma sostiene di poter mettere da parte vestiti e accessori di troppo. Joan Burstein, proprietario di Browns, uno dei negozi di vestiti più famosi di Londra, ammette di non poter fare a meno della domestica, altrimenti non potrebbe spendere così tanto tempo nel negozio. Ma alle sedute dall’estetista e ai massaggi sarebbe anche capace di rinunciare. Carolina Herrera, designer di moda, non darebbe via per nulla i suoi due cani, ma al cioccolato tutti i giorni potrebbe dire di no (anche perché ammette di non limitarsi a un solo quadretto…). Jane Bruton, editore di Grazia, non potrebbe fare a meno della pedicure, ma quest’anno rinuncerà alla solita vacanza al mare, anche perché i suoi figli Arthur e Jonah, rispettivamente di sette e quattro anni, preferiscono andare in tenda a Norfolk. Più avventuroso e meno dispendioso. Mentre per Kelly Hoppen, designer di interni, irrinunciabili sono i trattamenti di bellezza e una casa sistemata in maniera perfetta, visto che le prospettive future sono di passare più tempo in casa a mangiare e anche per l’intrattenimento serale. Ma promette che farà a meno delle vacanze costose e sarà più selettiva nel comprare vestiti, limitandosi allo stretto necessario. Non rinuncia ai viaggi Bruno Frissoni, direttore creativo di Roger Vivier, perché si può andare in giro anche spendendo poco, ma di qualcuna delle sue automobili potrebbe fare a meno. Anche la direttrice generale della linea di moda Whistles ammette di non poter smettere di viaggiare anche in tempi di crisi economica, ma andrebbe volentieri anche col treno o il traghetto, se avesse tempo; e anche a vestiti nuovi non potrebbe dire di no. Disposta invece a rinunciare ai ristoranti di lusso: finché è insieme ad amici anche un semplice pub può andare benissimo per una serata in compagnia. E afferma anche di poter girare di più in bici o a piedi anziché prendere il taxi e di poter fare a meno delle cure per la pelle. Insomma anche chi nel tempo aveva fatto del lusso uno stile di vita irrinunciabile, di questi tempi è disposto a ricredersi e a scoprire che di molte cose si può fare a meno, senza perderci poi tanto.

 



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