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Deejay Ringo, ovvero la forza della simpatia

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Lui è uno dei deejay più famosi italiani. Moderno, competente, simpatico la sua trasmissione Revolver su Radio 105 dal lunedì al giovedì in onda dalle 16 alle 18,00 è una delle più ascoltate della radio. Ma Ringo sembra non fermarsi mai dal momento che è diventato anche direttore artistico di Virgin Radio e presenta su Rocktv una tv satellitare il programma che prende il nome da lui Doctor Ringo. Oltre a questo Ringo è impegnato in molteplici attività. Innanzitutto le iniziative benefiche a cui si dedica con passione e sacrificio poi in futuro parteciperà alla prossima edizione della Parigi – Dakar che si svolgerà in Argentina. La moto per Ringo è quasi più di una religione. Poi il tifo per il Milan. E il grande sogno di andare a abitare in California, per Ringo una terra speciale. Grandi amori quelli di Ringo, poca cosa però rispetto all'amore più importante oltre quello per la sua fidanzata, una campionessa di pallavolo. Il grande amore di Ringo è sua figlia Swami, di 8 anni, a cui Ringo ha anteposto anche il sogno di andare a abitare in California. Il cuore di Ringo è grande e Swami è la sua piccola principessa.

Ringo quante cose che fai, sembri un personaggio d'altri tempi...
Si faccio veramente tante cose. Ma mi piace così. È il mio carattere, la mia voglia di vivere, anche se sono un deejay che ama la musica fino in fondo. E questo è il segreto del mio lavoro.

Parliamo proprio della musica, secondo te ha ancora un impatto sociale?
Si l'impatto sociale rimane. Posso solo dire che la musica è collegata con la storia dell'umanità. Fin dai tempi antichi è stata la principale forma d'arte, insieme al disegno. Sia la musica classica che quella leggera sono importanti forme espressive. La musica leggera è soprattutto dei giovani, ma purtroppo devo dire che il livello dei cantanti, dei gruppi si è abbassato. Nascono più difficilmente personaggi come Bob Dylan, Elvis Presley, gli U2 E anche realizzare momenti d'aggregazione come è stato il Live Aid per l'Africa di Bob Geldolf negli anni '80 è più difficile. Si è perso molto di quella carica ideale nel pubblico, nella gente. E anche il fatto commerciale è aumentato quando si vuole fare un disco. I gruppi non aspettano tanti anni, sono più vicini alle esigenze di mercato, più vicini al fascino dei soldi che a quello della musica stessa.

Perchè tutto questo?
Perchè la società è cambiata. E anche la musica ha subito tutto questo. Il fascino di un concerto non è più quello mitico di un tempo, almeno quello dei grandi raduni oceanici come quello di Woodstock degli anni '60. Tutto sembra normale, più immediato. A questo devo ammettere si sottrae il fascino della musica in radio che gli ultimi dati danno in costante aumento. La radio infatti mantiene un rapporto fresco con l'ascoltatore, con il pubblico specialmente giovanile. E' qualcosa di straordinario e molto bello.

Tu sei uno dei deejay più famosi e popolari d'Italia con delle radio assolutamente di successo...

Forse perchè faccio una radio libera, pulita, con la mia passione per la musica che trasmetto agli ascoltatori. Sono contento qui a Radio 105 e a Virgin Radio quando rispondo al pubblico, ai ragazzi, ai giovani, con la posta, dove mi arriva una quantità incredibile di e-mail. Questa mia passione per la musica e per trasmettere anche dei modelli di una vita da gustare in ogni modo fa parte della mia filosofia delle cose. E' con me sempre, qui in radio, nelle serate, nella vita quotidiana che faccio.

Anche perchè, dicevamo, di cose ne fai veramente tante...
Si è vero, oltre alla radio c'è la mia passione per le moto. Ho fatto tre edizioni del Rally dei Faraoni, parteciperò alla prossima edizione della Parigi – Dakar che si svolgerà in Argentina. La moto è un altra mia passione oltre al mio amore per la musica. Sogno spesso di andare con una Harley Davidson per le strade stupende della Caifornia. Andrei a vivere se potessi là in quella terra fantastica, patria di locali dove la musica fa parte del senso esistenziale delle cose tra le bellezze dell'Oceano e di un surf fantastico e quegli spazi di libertà che sono quell'America patria del rock e del grande gusto del vivere che mi hanno sempre affascinato.

Un Ringo poetico che non rinuncia alla sua voglia di vivere...
Sono fatto così. Ma il mio cuore è pronto a rinunciare a tutto per mia figlia Swami di 8 anni. Per lei ho scelto di rimanere in Italia e non andare in Calfornia. Lei rimane il mio più grande amore. E' un rapporto bello. Nei sogni di una bambina che fa danza classica e che ama I cavalli, che sogna di fare la veterinaria. Credo che il viaggio più bello lo farò quando l'accompagnerò per le strade dell'Australia quando sarà un po' più grande. E' una cosa che le ho promesso. Sarà la sinfonia di musica più bella anche di un disco dei Beatles. Mia figlia Swami. Il mio più grande amore.

(Intervista di Franco Vittadini)



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