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CODICE A BARRE/ Ecco chi e come lo ha inventato

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È molto triste il fatto che anziché celebrare una delle vittorie più importanti della nostra storia, quella della battaglia di Lepanto, il più grande motore di ricerca internazionale, Google, si limiti a commemorare la nascita del codice a barre. Segno evidente del prevalere in questi tempi della dimensione economica e scientifica a scapito di quella umana e storica. Ma tant’è.

Quindi ci tocca parlare del codice a barre. Da dove cominciare? Dal suo inventore. Norman Joseph Woodland è nato nel 1921 (è ancora vivo) ad Atlantic City, nel New Jersey. A causa dell’impegno militare durante la seconda guerra mondiale si trovò, un po’ più tardi del dovuto, a frequentare brillantemente i corsi di ingegneria all’Università di Drexel. Fu nel 1948, precisamente il 7 ottobre, che con l’amico Bernard Silver presentò un sistema per automatizzare e quindi accelerare le operazioni di cassa nel settore alimentare. L’idea gli nacque dalle lamentele di un imprenditore del settore.

Woodland cominciò col prendere in considerazione il già conosciuto e usatissimo codice Morse estendendone la stampa in verticale e realizzando barre strette e larghe, poi passò all’utilizzo di barre ovali brevettando definitivamente la propria invenzione. Gli esordi, come quelli di Giovanni Rana, non furono dei più felici. In effetti i fotomoltiplicatori mediante i quali i due ingegneri avevano pensato di leggere otticamente i codici si rivelarono pieni di problemi e difetti: rumore eccessivo, calore eccessivo, peso eccessivo. Finché arrivarono in aiuto l’invenzione del laser e dei circuiti integrati che cambiarono per sempre le cose. Ma qui, come in un vero e proprio romanzo, il giovine Woodland fu segnato da un profondo dolore: la perdita dell’amico e collega Bernard Silver. L’amico, aveva soli 38 anni, non fece in tempo a vedere l’esito trionfale della propria invenzione. Difatti fu solo nel 1974 che si verificò il “boom” dei codici a barre. Durante l’anno precedente l’idea venne presa sul serio da un grande magazzino di Cincinnati che effettuò le prime sperimentazioni sul metodo di Woodland. Fu un totale insuccesso: i codici a barre ovali si macchiavano con una facilità impressionante durante la fase di stampa divenendo assolutamente illeggibili. Non chiediamoci perché (un motivo senz’altro ci sarà) venne in mente così tardi al nostro ingegnere di realizzare codici a barre lineari. All’alba del 3 aprile del 1973, con il nome UPC (Universal Product Code) venne realizzato il primo codice a barre così come lo conosciamo. Fu invece un caldo mercoledì, il 26 giugno del 1974, il giorno in cui venne venduto il primo prodotto, un pacchetto di gomme, utilizzando l’UPC. L’evento avvenne in un supermercato della cittadina di Troy, nell’Ohio. Attenzione attenzione: il pacchetto di cicche si trova oggi allo Smithsonian's National Museum of American History.

Tanto fece il nostro uomo per le sorti dell’umanità da essere insignito dal primo dei presidenti Bush della Medaglia Nazionale per la Tecnologia.

 

(Fonte: wikipedia)

 



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