BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MEDICI DI FAMIGLIA/ Inchiesta del Codacons: solo il 15% risulta reperibile

Pubblicazione:

Medico_di_famigliaR375_23ago09.jpg

Emergenza caldo, massima allerta per anziani e bambini, ma i medici di famiglia dove sono? Un'inchiesta dell'associazione di consumatori Codacons rivela che molti sono fuggiti dalla grande calura, lasciando una situazione di disagio nelle grandi città. Ieri, infatti, Codacons ha provato a contattare telefonicamente alcuni studi di medici di famiglia di Milano, Roma, Napoli e Firenze, ottenendo risposta solo nel 15% dei casi, mentre nel 25% scattava la segreteria telefonica, nel 32,5% dei casi il telefono squillava a vuoto e nel 27,5% risultava staccato. Addirittura a Milano e Firenze, denuncia ancora il Codacons in una nota, nessun medico ha risposto al telefono.

 

Anche se, come avverte l’associazione dei consumatori, il campione non ha valore statistico, considerato il numero delle chiamate effettuate, certo i risultati sono decisamente sconfortanti. Da qui la decisione del Codacons di «presentare degli esposti agli Ordini dei medici perché accertino se siano state violate le regole deontologiche che presidiano all'attività medica».
«Sono molti gli interrogativi che sorgono spontanei - prosegue il Codacons -. Se il medico in orario d’ufficio (le telefonate sono state effettuate tutte in orario lavorativo) è costretto ad assentarsi per visitare un paziente, perché non c’è una segreteria funzionante che nel frattempo raccoglie le richieste di visite dei pazienti?

Ancora più pressante l’interrogativo sui telefoni staccati che a Roma raggiungono addirittura il 50 per cento del campione. Se il medico ha staccato il telefono è perché sta visitando in studio? Ma se è in studio vuol dire che è l’orario di ricevimento. Ma se il dottore non risponde al telefono nemmeno quando è l’ora di ricevimento, quando mai ascolterà le richieste dei pazienti?».

 

Il Codacons proseguirà l’inchiesta nei prossimi giorni. Alla fine dei controlli saranno presentati degli esposti alle Procure della Repubblica competenti per territorio, per accertare se sussista il reato di interruzione di pubblico servizio a carico di alcuni dei medici sottoposti a verifica.
 



© Riproduzione Riservata.