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EASY JET/ La storia della signora grassa era una bufala

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Scusate, ci siamo sbagliati. A dirlo è la compagnia aerea EasyJet, finita qualche giorno fa al centro delle polemiche perché un'addetta al check in aveva invitato una signora, considerata "troppo grassa", a pesarsi e a comprare un altro biglietto per poter partire. Insomma, a sentire i responsabili del vettore low cost, non era vero niente. Niente donna "voluminosa", niente bilancia, niente ticket raddoppiati, niente umiliazione in pubblico.
Quindi dopo le ampie scuse che la compagnia inglese ha elargito per non vedersi compromessa la reputazione (mentre le malelingue già dicevano “Non bastava il limite tassativo della valigia, le misure inviolabili del bagaglio a mano, ora mettono anche noi clienti sulla bilancia”), è arrivata la retromarcia. Un bel abbaglio, che la compagnia aerea ha spiegato tra le righe di un comunicato stampa. «EasyJet e la Società Aeroporti di Puglia si rammaricano di constatare - si legge nella nota - che i fatti che avrebbero coinvolto la signora Maria P., invitata dall'addetta del check-in EasyJet a comprare due biglietti poiché troppo 'voluminosa' per sedere su un solo sedile, non si sono mai verificati. Inizialmente la compagnia, da sempre attenta ai bisogni dei passeggeri e in totale buonafede, si era preoccupata di porgere le più sentite scuse alla signora e, solo dopo aver indagato su quanto accaduto con la stretta collaborazione dei dirigenti della Società Aeroporti di Puglia, ha scoperto di essere stata vittima di una beffa clamorosa».
Si dice «esterrefatto» Thomas Meister, communication manager di EasyJet. «Stiamo valutando - spiega - di tutelare in sede giudiziale i nostri interessi e il notevole danno alla nostra immagine che è derivato da questo episodio». Sempre che, nel frattempo, non ci siano ulteriori colpi di scena.

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