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COMO/ «marì e mijéé»: celebrato il primo matrimonio in dialetto

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«E adess v'el disi be'l ciaa'r: da quest mume'nt chi' sii mari' e mije'e'». Non si tratta di una messa in scena di qualche convegno leghista, ma del primo matrimonio in dialetto, che si è celebrato il 3 settembre a Palazzo Cernezzi, sede del Municipio di Como. Davanti all'Assessore all'Ambiente Diego Peverelli (leghista), una coppia di comaschi di mezza età ha scelto di unirsi con rito civile ma anche celebrandolo in dialetto. Peverelli, tuttavia, come prevedono le leggi in materia, ha dovuto pronunciare il '«Vi dichiaro marito e moglie» anche in italiano come pure in doppia lingua ha letto i diritti-doveri dei due coniugi.
Ad assistere all’evento “multilingue” sono accorsi in Municipio fotografi e telecamere, oltre a diversi curiosi per la singolare cerimonia. I due sposi sono apparsi piuttosto sorpresi per tanto interesse ma già nei giorn precedenti le agenzie di stampa avevano anticipato quanto sarebbe accaduto. Peverelli non è nuovo a iniziative clamorose: un anno fa, infatti, registrò il centralino telefonico del Comune in dialetto comasco, oltre che in italiano e in inglese: «Se ta varret parlaa' cun l'operaduu' schiscia ul quater».
A volere che il rito fosse in lingua dialettale sono stati i due “spuss”, circondati da amici e parenti. Loro avrebbero voluto fare una sorpresa agli invitati «ma la stampa ha bruciato la notizia». Presente alla cerimonia anche il Consigliere regionale della Lega Nord Edgardo Arosio.

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