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MISTERO/ Il mostro di Panama, la creatura ignota che fa impazzire anche la scienza

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Cerro Azul, Panama. Strana zona, anche geograficamente. Non si può infatti dire che sia a sud dello Stato, perché Panama si snoda come un serpente nell’oceano e l’ultimo balzo di coda, quella che unisce il centro con il sud America, è più a nord di gran parte delle altre città. Cerro Azul è un lago e una pianura fitta di boschi. Fra questi giocano dei ragazzini, sono uno sparuto gruppetto, cinque o sei. Giocano a palla, a rincorrersi e a mille altri divertimenti. Quando d’improvviso un essere ripugnante dalla pelle bianchiccia e gommosa si avvicina a passo lento verso di loro. Sembra l’inizio di un film horror, ma a quanto pare non è così. È successo davvero a Cerro Azul. I ragazzini terrorizzati sono riusciti a uccidere l’orripilante creatura a suon di sassate. E ora giace al suolo immobile. In breve tempo sono sopraggiunte le autorità panamensi avvertite dello strano fenomeno. L’essere ignoto, ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo e ora è oggetto di studio da parte di diverse equipe di scienziati. Non si sa che cosa sia, a quale specie appartenga, da dove provenga e che cosa lo abbia spinto ad avvicinarsi agli esseri umani. Non ci sono ancora risposte, solo immagini di un viso umanoide i cui tratti somatici sembrano rattrappiti in una massa gelatinosa. La lingua grossa, anch’essa biancastra, sporge appena dalle fauci semiaperte. E intorno silenzio e stupore. Fa quasi pena questa creatura assurda, nella quale ormai in molti pensano di riconoscere un bradipo misteriosamente sprovvisto di peli. E le ipotesi si susseguono. Chi immancabilmente fa ricorso agli alieni, chi parla di una mutazione genetica improvvisa o chi ipotizza il sadismo degli adolescenti che avrebbero bollito un bradipo. Visti i tempi che corrono anche questa congettura non sarebbe poi così peregrina. I biologi tenteranno di rispondere, ma resta un fatto. Come diceva il buon Shakespeare: «ci sono più cose fra cielo e terra, Orazio, di quante non ne immagini la tua filosofia».

 

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