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CENSURA ON-LINE/ O’Leary fa causa al sito «Odio Ryanair» e lo costringe a chiudere

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«METODI TERRIFICANTI» - Tyler ha risposto che, anche se Ryanair può vantare, dal punto di vista strettamente legale, su una certa reputazione che potrebbe essere danneggiata, di fatto però ha creato una sostanziale e crescente insoddisfazione nei suoi clienti. Rivendicando quindi che lo sdegno per il modo con cui Ryanair ha sviluppato i suoi servizi è tale, che il marchio crea terrore in alcuni viaggiatori solo al sentirlo nominare. Soprattutto per il fatto di cercare spesso di ottenere il massimo guadagno con tecniche sgradevoli. E Tyler avrebbe vinto la causa, se non si fosse scoperto durante il processo che tra gennaio e maggio 2010 il suo sito ha pubblicato alcuni link a pagamento a portali esterni che offrono assicurazione per i viaggi e valute estere. Questi link sponsorizzati hanno fruttato al signor Tyler 367 euro.


I LINK SPONSORIZZATI -
Nominet ha stabilito che questo, e non il contenuto del sito «pesantemente critico», era una violazione da condannare. Il giudice Jane Seager ha dichiarato che il piccolo guadagno di Tyler ha reso «abusivo» il dominio del suo sito. Ordinando di pagare a Ryanair 367 euro (322 sterline) di risarcimento e di abbattere il sito, che presentava link a British Airways e Virgin Atlantic sotto la testata «Siti che ci piacciono». Il signor Tyler ora ha dieci giorni per ricorrere in appello o il dominio IHateRyanair.co.uk passerà nelle mani di Ryanair. Ma il giudice Seager ha dichiarato che le critiche sul sito non rappresentano un’azione scorretta in quanto tale. E nelle motivazioni della sua decisione precisa: «In una società libera e aperta gli utenti di Internet dovrebbero generalmente essere in grado di pubblicare commenti sulle loro recenti esperienze o su fatti di attualità, almeno finché le pubblicazioni non hanno ricadute legali.

 

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