BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FRANCIA/ Donna in coma si sveglia un secondo prima che i medici stacchino la spina

Pubblicazione:

paillard_r400.jpg

 

 

IL NEONATO CHE NON RESPIRAVA - Tra le persone ritornate inaspettatamente alla vita c’è anche il piccolo Jamie Ogg, che non era riuscito a sopravvivere al parto prematuro, a differenza della gemella Emily. Come raccontato da Leggo, l’episodio si è verificato a Sidney in Australia. Kate, madre dei due bambini, ha tenuto Jamie in braccio per due ore, cullandolo in silenzio, finché il piccolo ha ripreso improvvisamente a respirare. La coppia, Kate e David Ogg, ha rivelato durante la trasmissione tv Today Tonight: «Il medico mi chiese, dopo il parto, se avevamo già dato un nome a nostro figlio. Io gli dissi che si chiamava Jamie, e lui tornò da me con il bimbo in braccio dicendomi: “Abbiamo perso Jamie, non ce l'ha fatta. Mi dispiace”. E' stata la peggiore sensazione che abbia mai provato».


PAROLE «MAGICHE» - E ha proseguito la madre: «Ho preso Jamie in braccio, lo ho stretto a me. Le sue braccia e le sue gambe penzolavano dal suo corpo, non si muoveva. Io e David abbiamo iniziato a parlargli, gli abbiamo detto il suo nome e che aveva una sorella, gli abbiamo detto ciò che avremmo voluto che facesse nella sua vita. Dopo un po', ha iniziato a muoversi, a respirare ancora. Ho pensato “Mio Dio, che cosa succede?”, e dopo pochi secondi ha riaperto gli occhi. E' stato un miracolo. Siamo i genitori più fortunati del mondo».

 

CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO PER CONTINUARE A LEGGERE ALTRI CASI DI MORTI «RISUSCITATI»
 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
31/10/2010 - Quel misterioso confine (Antonio Servadio)

non capisco perché inserite questi articoli nella sezione "curiosità": il loro rilievo è grande e gravido di conseguenti ricadute per tutti, non solo per i medici. Fondamentale è riconoscere che il confine tra vita e morte non è sempre netto, non sempre è facile riconoscerlo, non siamo sempre attrezzati per farlo. I medici non sono pronti su questo fronte, su cui tante vicende ci spingono ad indagare con modestia e cautela.