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ACQUA E VELENI/ L’80% dei fiumi nel mondo sono contaminati: a rischio gli acquedotti di sei regioni italiane

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LE DEROGHE DEL MINISTERO - Per quanto riguarda l’Italia, la situazione è sostanzialmente a macchia di leopardo. Come sottolinea un articolo di Helpconsumatori, da anni alcuni Comuni di Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Umbria sono in regime di deroga per cui i limiti di alcune sostanze tossiche presenti nell'acqua potabile di questi Comuni sono superiori a quelli consentiti dalla legge. La Commissione europea ha incaricato il Comitato scientifico Ue sui rischi per l'ambiente (SCHER, Scientific Committee on Health and Environmental Risks) di esprimere un parere a riguardo. Oggi il Codacons fa sapere che è imminente la pronuncia sulla legittimità della condotta del ministero della Salute in relazione alle sostanze pericolose nelle acque al consumo, i cui valori limite sono stati più volte derogati.
 

I PERICOLI DELL’ARSENICO - La notizia arriva direttamente dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea che ha scritto al Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, informandolo del fatto che l'adozione della decisione della Commissione Ue è imminente. «Ancora una volta - denuncia il Codacons - l'Italia procede a rinnovare le proroghe per derogare ai limiti senza mettere mano alle reti idriche e alle cause dell'inquinamento dei nostri fiumi, molto spesso determinate dall'incuria delle amministrazioni e, in minima parte, da cause naturali». Il Codacons ricorda che una delle sostanze per le quali vale la deroga è l'arsenico, sostanza che se ingerita per periodi continuativi può portare a casi di cancro ai polmoni e alla pelle, al fegato e ad altri organi interni, iperpigmentazione, disturbi circolatori e altre gravi malattie. Le altre sostanze per cui valgono le deroghe sono fluoro, vanadio, boro, trialometani e cloriti.

 

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