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LA CLASSIFICA/ ForeignPolicy: ecco gli ex-Presidenti "peggiori" della storia recente

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JOSEPH ESTRADA – Presidente delle Filippine, 1998-2001 – L’ex star di film di azione, eletto come presidente delle Filippine nel 1998, è stato spodestato nel 2001 dopo essere rimasto in carica per meno della metà del suo mandato in mezzo a una raffica di accuse di corruzione. Estrada ha inoltre ammesso di avere numerosi figli nati fuori dal matrimonio e secondo alcuni testimoni avrebbe preso decisioni politiche cruciali con l’aiuto del «governo di mezzanotte» composto da vecchi amici avvinazzati. Nel 2007 è stato alla fine condannato all’ergastolo con l’accusa di avere «saccheggiato» il Paese, ma è stato graziato dal suo successore, il presidente gloria Macapagal Arroyo, appena poche settimane in cambio di un accordo con il quale ha promesso di non ripresentarsi in politica. Ma Estrada non ha mantenuto il patto e si è candidato alle elezioni presidenziali del 2010. Il suo obiettivo, come ha raccontato al New York Times, era «ripulire la mia reputazione e dimostrare a quanti mi hanno deposto che si sbagliavano». Ma non è stato eletto.

 

THAKSIN SHINAWATRA – Primo ministro della Tailandia, 2001-2006 – Da quando è stato deposto in un colpo di Stato del 2006 con l’accusa di corruzione e violazione dei diritti umani, Thaksin ha vissuto un’esistenza travagliata. L’ex uomo d’affari miliardario è stato «ambasciatore speciale» in Nicaragua e consigliere economico in Cambogia, ed è stato per breve tempo proprietario della squadra di calcio del Manchester City. Thaksin secondo testimoni ha vissuto sotto falso nome in Germania per più di un anno e ha utilizzato passaporti illegali di numerosi Stati. Attualmente risiede a dubai. Quest’anno i sostenitori di Thaksin, conosciuti come «Camicie rosse», hanno occupato il centro di Bangkok e preso d’assalto gli edifici governativi di tutto il paese nel tentativo di forzare l’esecutivo a farsi da parte. Circa 90 persone sono state uccise.

 

(Pietro Vernizzi)



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