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INDIA/ (Video) I ponti viventi degli hobbit, costruiti con radici che crescono da sole

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I ponti sono uno degli elementi che più si imprimono nell’immaginario dei turisti, basti pensare a un luogo simbolo di New York come il ponte di Brooklyn. Ma quelli forse più originali si trovano a Cherrapunyee, nello Stato indiano di Meghalaya, dove la popolazione da secoli costruisce ponti viventi facendo crescere le radici degli alberi fino a consentire loro di attraversare i fiumi.


Gli indigeni Khasis, con una tecnica singolare, invece di costruire i ponti li «coltivano». Merito del Ficus elastica, un albero che, come è stato scoperto centinaia di anni fa, produce delle radici secondarie che escono dai tronchi. Queste radici sono quindi adatte per essere utilizzate per edificare i ponti. Per farlo, queste sono attorcigliate intorno a macigni lungo le rive dei fiumi, nel punto in cui è necessario attraversarli.
 

Per far sì che i ponti viventi crescano nella direzione che si desidera, le radici sono attorcigliate intorno a tronchi di betel adagiati per terra (un altro albero diffuso nella regione). A quel punto, come sottolinea il sito web whereisthepot.com, non resta che attendere: le radici infatti crescendo si rafforzano e diventano tutt'uno con il tronco di betel, fino a formare un ponte sul fiume ogni giorno più solido. Quando il Ficus elastica raggiunge la parte opposta del fiume, è fatto attecchire nel terreno per completare l'opera. Questo processo richiede dai 10 ai 25 anni, ma il risultato è un miracolo dell’ingegneria. Alcuni ponti raggiungono i 30 metri di lunghezza e i 500 anni di vita e possono reggere il peso di 50 persone contemporaneamente.

 

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