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INGHILTERRA/ Ragazzo di 23 anni stroncato da un’overdose di caffè

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Nigel Chapman, il giudice del tribunale di Nottingham, ha sottolineato nella sentenza sulla morte di Michael Lee Bedford: «La caffeina è facilmente acquistabile su Internet a 3,29 sterline, ma è letale se presa in dosi sbagliate, e ne vediamo le conseguenze in questo caso. Così tante persone sono sconvolte e turbate per la morte di Michael». Il magistrato ha inoltre criticato il prodotto, che non è stato nominato nel corso dell’inchiesta, nelle cui indicazioni per l’uso raccomanda una dose così piccola da poter essere facilmente ignorata.


«Chi prenderebbe un sedicesimo di cucchiaino da tè? E’ una dose così piccola, e l’avvertimento è scritto così in caratteri così minuscoli sulla confezione del prodotto – ha dichiarato Chapman -. Può capitare che più persone dividano la stessa confezione di polvere di caffeina, magari portandosela in giro. Facile quindi che qualcuno non riesca a leggere l’avvertimento e che nel corso di una festa chiunque possa prendere delle dosi eccessive. E’ così pericoloso prendere un prodotto del genere». Rivolgendosi alla famiglia riunita nel tribunale di Nottingham, il giudice Chapman ha aggiunto: «Michael ha lasciato un enorme vuoto in tutte le nostre vite in modo così tragico, dopo avere preso qualcosa di così facilmente disponibile su Internet». Chapman ha stabilito tuttavia che la morte di Bedford è stata legata a cause accidentali. E l’ispettore David Richardson ha confermato che non ci sono state circostanze sospette e che Michael non aveva infranto la legge in nessun modo.

 

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