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USA/ I sindacati: Insultare il capo su Facebook è un diritto

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DIRITTO SINDACALE - Come riferisce il New York Times, Lafe Solomon, in qualità di consulente generale dell’ufficio, ha dichiarato: «Questo è un caso semplice e lineare che ricade sotto il National Labor Relations Act. Sia che ciò avvenga su Facebook o alla macchinetta del caffè, i dipendenti hanno il diritto di parlare insieme delle loro condizioni di lavoro, anche come in questo caso a proposito del loro supervisore». La legge Usa fornisce ai lavoratori il diritto, protetto dallo Stato federale, di formare dei sindacati, e proibisce agli imprenditori di punire i lavoratori – appartenenti o meno ai sindacati – per il fatto di discutere delle condizioni di lavoro o delle azioni sindacali. L’ufficio Usa ha dichiarato che la regola dell’azienda relativa a Facebook era «eccessivamente estesa» e limitava illegalmente i diritti dei dipendenti di discutere tra di loro.
 

REGOLE AZIENDALI DA RIVEDERE - Inoltre, l’ufficio ha criticato un’altra regola dell’azienda, che proibisce ai dipendenti di fare commenti «dispregiativi» o «discriminatori» a proposito della loro azienda o dei capi e colleghi. L’esposto dell’ufficio ha richiesto a Morgan, Lewis & Bockius, uno studio legale con un’ampia pratica di diritto sindacale e del lavoro e che rappresenta centinaia di aziende, di mandare una consulenza legale sintetica ai suoi clienti, in cui si affermi: «Tutti i datori di lavoro del settore privato dovrebbero tenerne conto», a prescindere dal fatto che «le loro forze di lavoro siano rappresentate o meno da un sindacato». E lo studio legale ha aggiunto: «I datori di lavoro dovrebbero rivedere le loro regole interne su Internet e i social network per stabilire se richiedano un allegato in cui si precisi che tali codici interni potrebbero “tendere ragionevolmente a moderare i dipendenti” nell’esercizio dei loro diritti di discutere salari, condizioni di lavoro e attività sindacali».
 



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