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SIBERIA/ Nell’ex miniera una città futuristica costruita su tre livelli

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La città sotterranea avrà una profondità di 525 metri, tanto quanto l’attuale miniera, e una larghezza pari a tutto il diametro della cava, oggi di 1.200 metri. La cupola di cristallo sarà interamente coperta da celle fotovoltaiche in grado di accumulare abbastanza energia solare necessaria per l’intero insediamento. Un nucleo centrale ospiterà la maggior parte dei collegamenti verticali e delle infrastrutture e sarà dotato di un centro di ricerca multi-livello. La zona residenziale si troverà al primo livello, dove dovrebbe sorgere anche la grande terrazza esterna che si affaccerà su una foresta progettata nel centro della città. L’idea degli ingegneri russi è quella di dare vita a un nuovo tipo di urbanistica ad alta densità in armonia con la natura.
 

La miniera a cielo nella zona industriale di Mirniy, in Siberia orientale, attualmente in disuso dal 2001, è il secondo scavo artificiale più profondo di tutto il pianeta, dopo quello di una cava di rame nello Utah. In Siberia e in Jacuzia (detta anche Repubblica di Sakha), dove durante l’inverno si raggiungono i 25 gradi sotto zero, opera Alrosa, un’impresa pubblica russa. Oggi in fase di privatizzazione per i suoi passivi miliardari, detiene il monopolio dell’estrazione dei diamanti e ne produce il 40 per cento a livello mondiale. Nella zona delle cave di diamanti e di oro sono nati piccoli villaggi dove si sono insediati i minatori russi, ucraini e siberiani, soprattutto giovani, che sfidano il clima rigido e che oggi potrebbero diventare i primi abitanti della città futuristica. Ma questo è solo uno dei molti progetti che negli ultimi anni hanno immaginato villaggi interi racchiusi in strutture geometriche, dove tutto è contenuto in un gigantesco involucro autosufficiente.
 



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