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NEW YORK/ Un anniversario risveglia la maledizione del diamante «Hope»

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IL DIO SFREGIATO - Secondo il sito latelanera.com, l’autore del furto potrebbe essere stato il gioielliere Jean-Baptiste Tavernier. La divinità indù lanciò la sua maledizione sul diamante, con una tale ira che la sua sfortuna dura ancora oggi. Una volta portato in Europa, nel 1688 fu acquistato da Luigi XIV, che lo fece tagliare a forma di cuore, diminuendo così i suoi carati dagli originali 112 ai 67,5. Pur avendo intascato una cifra immane dal re, nel giro di poco tempo l’attività di Tavernier fallì. Il gioielliere ripartì per l’India alla ricerca di altri tesori, ma durante il viaggio morì di una lenta e dolorosa agonia. Sia Luigi XIV che Luigi XVI indossarono il diamante in varie occasioni. Quando Maria Antonietta lo ricevette in dono volle unire la gemma ad altre pietre preziose.


TESTE MOZZATE - Poco tempo dopo le teste di Luigi XVI e di Maria Antonietta furono recise da un colpo netto di ghigliottina, e finirono nella cesta insieme a quelle di ladri e malfattori. Durante la Rivoluzione francese molti dei gioielli reali scomparvero, forse rubati, e tra i vari tesori provenienti dalle regge imperiali c’era naturalmente anche il diamante Hope. Entrò in possesso di un gioielliere, che fu però vittima di una violenta rapina. Sopravvisse, ma quando scoprì che il malvivente che lo aveva derubato era suo figlio morì d’infarto. Il figlio, divenuto ricco sfondato, saputo della morte del padre si tolse la vita in preda ai rimorsi. Un amico del giovane trovò il diamante nelle sue tasche, lo portò via ma e non sopravvisse a lungo. Il diamante fu quindi venduto a Londra nel 1830, dove fu tagliato con una nuova forma che portò i suoi carati agli attuali 44,5.
 



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