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INQUINAMENTO/ Le dieci città da evitare per chi va in vacanza

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Linfen in Cina  Linfen in Cina

 

 

DZERZHINSK (RUSSIA) – L’eredità della corsa agli armamenti durante la Guerra fredda ha lasciato dei punti neri nell’ambiente dell’ex Unione Sovietica. E il peggiore è di gran lunga Dzerzhinsk. L’agenzia ambientale della città stima che quasi 300mila tonnellate di rifiuti chimici – incluse alcune delle più pericolose neurotossine conosciute dall’uomo – erano state scaricate illegalmente a Dzerzhinsk tra il 1930 e il 1998. Parte delle acque della città sono contaminate da diossina e fenolo a livelli che sarebbero 17 milioni di volte più elevati dei limiti sicuri. Non a caso il Guinness dei Primati ha eletto Dzerzhinsk come la città più inquinata da agenti chimici della Terra, e nel 2003 la sua mortalità ha superato la natalità del 260%.


NORILSK (RUSSIA) – Norilsk è stata fondata nel 1935 come un Gulag in Siberia. E per chi ci vive da allora la vita non ha fatto che peggiorare. E’ sede del più grande complesso formato da fonderie nel mondo. Ogni anno sono liberati nell’aria oltre 4 milioni di tonnellate di cadmio, rame, piombo, nickel, arsenico, selenio e zinco. I campioni di aria superano i massimi livelli consentiti per rame e nickel, e la mortalità per i disagi respiratori è molto più elevata della media russa. «Nel raggio di 48 chilometri dalla fonderia di nickel non si trova un solo albero vivo – sottolinea Fuller -. E’ soltanto una terra desolata».
 



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