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INQUINAMENTO/ Le dieci città da evitare per chi va in vacanza

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Linfen in Cina  Linfen in Cina
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CHERNOBYL (UCRAINA) – Quando il 26 aprile 1986 si è verificato il guasto della centrale di Chernobyl, è stata liberata nell’aria una quantità di radiazioni superiore di 100 volte alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Oggi l’area di 30 chilometri attorno alla centrale nella quale è vietato l’accesso rimane inabitabile, e tra il 1992 e il 2002 sono stati diagnosticati oltre 4mila casi di cancro alla tiroide tra i bambini russi, ucraini e bielorussi che vivono nella zona del disastro. «E’ il più grande incidente industriale nel mondo – rivela Fuller -. Resterà contaminato per decine di migliaia di anni». Fortunatamente si è intervenuti per prevenire che ulteriori radiazioni fuoriescano dal sarcofago danneggiato della centrale nucleare.


SUMGAYIT (AZERBAIJAN) – Un’altra eredità della totale mancanza di rispetto per l’ambiente da parte dell’Unione sovietica (e non a caso una volta Stalin si è vantato dicendo che avrebbe potuto correggere gli errori della natura) sono le molte fabbriche di Sumgayit. Mentre erano operative hanno liberato nell’aria ogni anno oltre 120mila tonnellate di emissioni dannose, tra cui il mercurio. La maggior parte degli stabilimenti sono stati abbattuti, ma gli inquinanti rimangono e nessuno intende assumersene le responsabilità.
 



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