BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CAPPELLA SISTINA/ Michelangelo s’ispirò ai nudi nei bagni di Roma?

Pubblicazione:

cappella_sistina_r400.jpg

 

 

LA SANTA SEDE: «NESSUN IMBARAZZO» - Come sottolinea sempre la Lazzarini, «questi modelli non erano solo di Michelangelo. Li troviamo a partire da Leonardo in diverse opere e sono presenti anche nel Bronzino con dipinti che nel Cinquecento erano giudicati “roba da chiasso”, ovvero indecenti. Come la Resurrezione del Cristo, un capolavoro nel quale si vedono anche corpi nudi distesi in atteggiamenti ambigui». Antonio Paolucci, il direttore dei Musei vaticani, ha spiegato però che la teoria della Lazzarini non è stata causa di imbarazzo per la Santa sede. «E’ assolutamente possibile e non cambia nulla – ha sottolineato -. Michelangelo ha studiato le forme umane ovunque, incluso negli ospedali. E questa passione per il corpo umano, particolarmente maschile, rimane immutata. Se c’era qualche motivo d’imbarazzo era all’epoca, non oggi».
 

PERIZOMI E FOGLIE DI FICO - Subito dopo il completamento della Cappella Sistina, e in particolare alcuni anni dopo, con l’inizio della Controriforma, si levò infatti un coro di proteste contro il capolavoro di Michelangelo. All’interno del Vaticano gli oppositori della preponderanza di uomini nudi nei dipinti giunsero quasi a demolire l’edificio in cui si trovavano. Alla fine fu trovata una soluzione di compromesso: l’artista Daniele da Volterra, allievo di Michelangelo, fu incaricato di coprire i nudi che campeggiavano durante i sinodi creando non poco scandalo tra i cardinali del ‘500.
 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >