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CAPPELLA SISTINA/ Michelangelo s’ispirò ai nudi nei bagni di Roma?

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LA RIMOZIONE DELLA «CENSURA» - Il Volterra rimosse inoltre a colpi di scalpello e ridipinse la maggior parte di Santa Caterina e l'intera figura di San Biagio dietro di lei, poiché nell'originale quest'ultimo sembrava guardare alla schiena nuda della Santa. E solo nel 1989 Giovanni Paolo II ordinò di ripristinare il tutto come era stato voluto in origine da Michelangelo. Ad annunciare l’abolizione della «censura» ai nudi era stato il direttore dei lavori di restauro del Vaticano, Fabrizio Mancinelli. Anche se, per evitare un intervento troppo invasivo che rischiava di danneggiare gli originali, alla fine sono stati eliminati solo i rifacimenti dal tardo Seicento in poi, senza toccare le pennellate a fresco di Daniele da Volterra.
 

«ANATOMIE IMPUDICHE» - Nel 1564 l’allievo di Michelangelo aveva ricevuto ordine dal papa Paolo III di «porre rimedio a tutte quelle anatomie impudiche offerte agli occhi de' fanciulli e matrone e donzelle e per di più in un luogo tanto sacro», come scrivevano i reverendissimi Chietini in una lettera inviata al cardinal Gonzaga il 19 novembre 1541. E lo stesso eretico Pietro Aretino, autore dei Sonetti lussuriosi, si dimostrò in realtà un «bacchettone» criticando i nudi della Sistina di Michelangelo, che ricambiò ritraendo il volto di San Bartolomeo, che morì scuoiato vivo, con le fattezze del poeta toscano. Ma se Michelangelo non aveva mai prestato orecchio al presunto scandalo creato dai suoi nudi, Daniele da Volterra accettò di ricoprirli con foglie di fico e perizomi passando così per sempre alla storia con il soprannome di Braghettone.
 

(Pietro Vernizzi)



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