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BELEN RODRIGUEZ/ Cocaina ai vip, sotto accusa 4 discoteche milanesi

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Cocaina per i vip nei privè delle più rinomate discoteche milanesi. Tra le persone coinvolte anche Belen Rodriguez e diverse altre showgirl. Mentre alcuni dipendenti comunali avrebbero intascato mazzette per rendere i controlli meno severi.

L’inchiesta «Vallettopoli» ha portato lo scorso 26 luglio all’arresto di tre persone per spaccio e di due dipendenti comunali sospettati di avere intascato mazzette. La polizia, come ricordato dal Giornale, ha ordinato la chiusura delle discoteche milanesi Hollywood e The Club, perquisendo inoltre il Just Cavalli e il The Beach.

Secondo le accuse all’interno dei locali era prassi che vip e imprenditori ordinassero champagne nel privè e che le consumazioni fossero accompagnate da uso della polvere bianca. Gli agenti hanno posto in stato d’arresto Alberto Baldaccini, socio della Vimar Srl, società proprietaria dell’Hollywood. Insieme a lui Davide Guglielmini, gestore del locale milanese, e Andrea Gallesi, responsabile del privè. L’inchiesta è nata da uno stralcio dello scandalo «Vallettopoli» che ha riguardato Fabrizio Corona per presunti fotoricatti ai danni di personaggi dello spettacolo.

Avviata nel maggio del 2007, Vallettopoli si è sviluppata in due distinti filoni: il primo ha riguardato lo spaccio di cocaina nei privè delle discoteche; il secondo filone ha, invece, rivelato episodi di concussione, corruzione e falsità materiale commessi da due dipendenti comunali per favorire i gestori in occasione dei controlli amministrativi. Altre 19 persone sarebbero indagate.

L’inchiesta, coordinata dai magistrati milanesi Frank Di Maio e Alfredo Robledo, è nata da alcune irregolarità amministrative riscontrate dagli inquirenti nella gestione di alcune discoteche milanesi e nell’ambito di un procedimento "parallelo" su un presunto spaccio di droga all’interno di alcuni locali. Il quinto a finire agli arresti domiciliari è Rodolfo Citterio, membro della commissione comunale di vigilanza sui locali e presidente del Sindacato dei locali da ballo (Silb). Secondo quanto è emerso dalle indagini, in cambio di mazzette Citterio avrebbe avvertito i proprietari dei locali di controlli imminenti oppure avrebbe rimandato le verifiche per permettere di fare sparire la droga.

 



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