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FINI-BERLUSCONI/ L’evoluzione dell’ex An: da alleato a nemico del Cavaliere

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I CAMBI DI CASACCA - Come scrive il sito di Rainews24, dal 2008 sono stati 77 infatti i «cambi di casacca» tra i deputati. Un via vai che ha coinvolto però 74 deputati perché tre onorevoli hanno cambiato gruppo parlamentare per due volte. Il Pdl ha iniziato la legislatura con 275 parlamentari, scendendo a 236; il Pd partiva da 217 e ne ha persi 11; la Lega ha iniziato con 60 e ne ha lasciato uno per strada, come l'Udc che oggi ne conta 34; l'Idv si è presentata a Montecitorio con 29 deputati e oggi ne ha 24. Tanto che il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha attaccato: «È in corso un’operazione che prelude all’ipotesi del governo Berlusconi-Bossi-Cuffaro. Ma poi sono in corso altre manovre, già successe in passato e che si ripetono. Se uno promette la rinomina o comunque uno stipendio è corruzione, roba da magistratura».

VOTO DI FIDUCIA - «Le accuse di compravendita di deputati sono inaccettabili», ha replicato a stretto giro Berlusconi, dopo il suo discorso programmatico. «E’ veramente paradossale che quando qualche parlamentare passa in un altro partito, questo sia eticamente valido e plausibile, e quando invece qualche altro decide di votare questo governo si possa vendere tutto questo come “calciomercato”. E’ inaccettabile e paradossale». Fatto sta che alla fine, il 29 settembre, la Camera ha dato la fiducia al governo Berlusconi solo grazie all’appoggio del Fli. Su 620 presenti, i sì sono stati 342, i no 275. Necessari anche i voti del Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo, un altro partito «dissidente» nella coalizione di centrodestra. Contando solo Pdl e Lega nord, il governo non ha raggiunto i 316 voti che garantiscono la maggioranza assoluta, ma si è fermato a quota 303.

DOSSIERAGGIO - Nonostante questo, la Lega nord ha lanciato il suo nuovo slogan: «Federalismo subito». Il federalismo «partirà da gennaio 2011 a condizione che il Parlamento ci dia il parere entro il 2010: certi tempi sono nella disponibilità del Parlamento», ha dichiarato per esempio il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. A partire dal 28 luglio inoltre la polemica tra Fini e Berlusconi è stata alimentata anche dalle notizie pubblicate da Il Giornale sulla casa di Montecarlo, ereditata da An, nella quale abita Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Fini, Elisabetta. Le inchieste molto dettagliate de Il Giornale hanno portato alcuni esponenti dell’opposizione a parlare di dossieraggio, accusando il quotidiano milanese di produrre dossier ad personam contro il presidente della Camera.

(Pietro Vernizzi)



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