BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IRAQ/ Così Obama ha voltato pagina dopo 8 anni di inferno

Pubblicazione:

Obama_BushR400.jpg


LE ELEZIONI DI MID TERM - Infine non bisogna dimenticare le elezioni Usa del 2 novembre, per rinnovare una parte del Parlamento: siccome la maggioranza degli elettori democratici sono contrari alla guerra in Iraq, Obama ha pensato a una mossa per ingraziarseli. Ma il ritiro dall’Iraq è anche l’inizio di una nuova strategia Usa sugli scacchieri planetari. Obama ha infatti da poco presentato la sua nuova Strategia di Sicurezza Nazionale, un documento di 52 pagine che cerca di bilanciare quanto annunciato durante la campagna elettorale con la difficile realtà internazionale. «Per avere successo, dobbiamo confrontarci con il mondo così com'è», è scritto nel documento che mette la parola fine ai sogni di Bush di riscrivere l'ordine mondiale.

LA STRATEGIA DI SICUREZZA - Il documento contiene un duro monito a Iran e Corea del Nord, si concentra sugli estremismi che nascono in madrepatria, sottolinea che la minaccia più grave per gli americani è data dalla proliferazione nucleare. E ammette che l'America è «in difficoltà per la guerra» e per una devastante crisi economica, e quindi non può sostenere guerre contemporaneamente su più fronti. E come ha rivelato inoltre dalle colonne del Giornale di Sicilia il generale dei Carabinieri, Vittorio Barbato, «sono in molti a chiedersi che ne sarà dell'Iraq nel 2011, quando la sicurezza del paese verrà affidata unicamente alle sue forze armate e di polizia, non ancora pronte ad affrontare la pericolosa guerriglia interna non del tutto debellata».

UN PAESE SENZA GOVERNO - Anche perché le truppe americane abbandonano (almeno in parte) un Paese totalmente privo di un governo. A otto mesi dalle elezioni politiche del 7 marzo, il parlamento irakeno infatti non è ancora riuscito a scegliere un esecutivo, e secondo molti analisti non ci riusciranno ancora per parecchio tempo. Per il generale Barbato comunque «gli americani hanno subito forti perdite in Iraq, ma la situazione strategica in quella delicata area mediorientale è tutt’altro che migliorata anche perché l'indebolimento dell'Iraq ha rafforzato la minacciosa presenza iraniana, contraria all'occidente e agli Usa».

I COLLOQUI DI PACE - Fatto sta che la fine della guerra in Iraq prelude anche a una nuova strategia americana in Medio Oriente. Solo tre giorni dopo la fine delle ostilità, il 3 settembre scorso, Obama ha incontrato i leader di Giordania, Egitto, Israele e Palestina nella East Room della Casa Bianca. E ha dichiarato loro: «Possiamo arrivare alla pace in Medio Oriente in un anno. Israeliani e palestinesi non devono lasciarsi sfuggire questa opportunità». E ha concluso Obama: «Sono fiducioso, con cautela, ma sono fiducioso».

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.