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MAREA NERA/ Deepwater Horizon, un disastro senza precedenti che cambierà i nostri stili di vita

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400 SPECIE MINACCIATE - Anche se è ovvio che le conseguenze sull’ambiente continueranno ancora per molti anni. Non a caso il presidente americano Obama ha definito quello della Deepwater Horizon «un disastro ambientale senza precedenti». La marea nera ha infatti messo a rischio otto parchi nazionali Usa e 400 specie animali delle isole e delle aree umide del Golfo. Minacciati di estinzione quattro tipi di tartarughe: la Kemp’s Ridley, quella verde, la caretta caretta, quella embricata e quella liuto. Nelle riserve naturali a rischio vivono 34mila uccelli, tra cui gabbiani, pellicani e aironi azzurri. Fino al 13 agosto scorso sono stati raccolti 4.678 animali morti, tra cui 4.080 uccelli, 525 tartarughe marine, 72 delfini e un rettile.

BP, SOCIETA’… IN PERDITA - Per riuscire a tamponare la marea nera, la BP ha già speso 3 miliardi e 120 milioni di dollari. E secondo l’Ubs, il costo finale potrebbe essere pari a 12 miliardi. Solo in maggio, a distanza di un mese dal disastro, il valore complessivo della BP si era già ridotto del 35%, con una perdita totale di 60 miliardi di dollari. Particolarmente colpita la Louisiana, dove l’industria del petrolio dà lavoro a 58mila residenti e ha creato un indotto da 260mila lavoratori, pari al 17% degli occupati della Louisiana. La BP ha concordato di stanziare 100 milioni di dollari per pagare i propri dipendenti rimasti disoccupati per la moratoria di sei mesi alle trivellazioni nel Golfo del Messico.

I DANNI PER LA PESCA - A essere pesantemente danneggiata è stata anche la pesca, che solo in Louisiana, secondo il sito suite101.com, è un settore del valore di 1,8 miliardi di dollari e dà lavoro a 90mila persone. Fornendo un terzo delle ostriche raccolte negli Usa e un quarto di tutto il pesce a livello nazionale. Ma anche in Mississippi e Alabama, altri due Stati del Golfo del Messico, la pesca è molto importante. E un altro danno economico significativo è stato inferto anche al turismo, il cui valore nel Golfo del Messico è pari a ben 20 miliardi di dollari. Solo in Louisiana i turisti ogni anno sono circa 24 milioni, con una spesa di 8,5 miliardi di dollari e 100mila residenti occupati nel settore.

UNA NUOVA POLITICA ENERGETICA - Ma come ha spiegato Klaus Toepfer, direttore del programma ambientale dell’Onu, intervistato dal sito web Deutsche Welle, il disastro della Deepwater Horizon nel lungo periodo potrebbe avere anche una ricaduta positiva, rivoluzionando la politica energetica dei Paesi occidentali: «La prima e più importante conseguenza è la seguente: ci siamo resi conto che dobbiamo fare il possibile per sviluppare ulteriormente nuove risorse energetiche meno rischiose. Se continuiamo a fare affidamento sui carburanti fossili, soprattutto sul petrolio, dobbiamo riconoscere che i frutti sono già maturi e che dovremo gestire situazioni sempre più rischiose e costose. E’ arrivato il momento di sviluppare ulteriormente le energie rinnovabili utilizzando sole, vento, biomasse e geotermico, oltre a nuove risorse energetiche come la potenza delle onde. Dobbiamo renderci conto che il sogno del petrolio a basso prezzo è definitivamente tramontato».

(Pietro Vernizzi)



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