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MINATORI CILENI/ Un reality pieno di vita vera che ha coinvolto l’umanità

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Qualche giorno più tardi è stata testata la capsula sulla quale sarebbero stati portati tutti in salvo. Le operazioni di salvataggio vere e proprie hanno avuto inizio il 12 ottobre a mezzanotte, le 5 del mattino in Italia. In un silenzio surreale, come degli eroi, sono usciti uno alla volta gli uomini, coperti da fuliggine con occhi e orecchie chiuse per la prolungata permanenza in uno spazio angusto e ovattato. “Ho fatto un turno di 70 giorni, un po’ troppo lungo”, ha scherzato Urzua, l’ultimo dei minatori a uscire dal buco. “Mi congratulo con lei, è stato un ottimo capitano”, gli ha detto il presidente San Josè Piñera che, al termine delle operazioni di soccorso, ha sigillato il pozzo ponendo metaforicamente fine alla vicenda.

IL MEGLIO DEL PAESE – E’ sempre stato in primo piano il presidente Piñera, il discusso politico, che secondo molti, ha tentato di rubare la scena ai 33 veri protagonisti. Si è parlato di sondaggi in ascesa, di una sovraesposizione mediatica senza pari da parte di un governo di destra che ha sfruttato il caso per aumentare la propria popolarità, rimanendo nascosto dietro alla frase diventata lo slogan di questa lunga maratona: “Stiamo facendo vedere il meglio del nostro paese”. Ma si parla anche di una ferita aperta che lascia spazio a interrogativi soprattutto sul problema della sicurezza sul lavoro visto che in Cile il tasso delle morti bianche si aggira intorno al 5,6%.

L’incidente della miniera di San José è stato un tipico caso di negligenza dell’azienda verso i minatori, che adesso dovrà pagare quasi tutte le spese del riscatto, oltre a stipendi, pensioni e indennità. Dopo la tragedia, il presidente Piñera ha annunciato un rapporto completo sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori cileni, ma il vero problema é il precariato imposto negli ultimi quindici anni, con un alto turn over e tempi lunghi di ingresso nel mercato del lavoro. Nel frattempo, il Governo cileno ha creato un sito per aiutare i 300 dipendenti della società mineraria San Esteban in bancarotta e ha già messo a disposizione più 1.000 offerte di lavoro.

Riflessioni e domande che difficilmente troveranno a breve risposte. Per ora è ancora forte il ricordo di uomini che chiedono di non essere messi al centro del palcoscenico: “Non trattateci come star”, hanno detto con un filo di voce davanti all’assalto delle telecamere, soffocati dagli abbracci dei parenti.

(Ilaria Morani)
 



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