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OMICIDI IRRISOLTI/ Quattro gialli protagonisti delle cronache del 2010

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MEREDITH KERCHER - L'omicidio di Meredith Kercher, ragazza inglese che studiava all’Università di Perugia nell'ambito del progetto Erasmus, è avvenuto la notte del primo novembre 2007. Meredith è stata ritrovata priva di vita con la gola tagliata nella sua stanza. Al loro arrivo gli agenti trovano fuori della casa Amanda Knox, coinquilina della Kercher, e il suo ragazzo italiano, Raffaele Sollecito. I due giovani raccontano di essere in attesa dell'arrivo dei carabinieri, da loro chiamati perché, avendo trovato il vetro di una finestra rotto e la porta di casa aperta, avevano sospettato un furto. Tre le persone condannate in primo grado per omicidio, violenza sessuale e furto: Raffaele Sollecito, nato a Giovinazzo (Bari), studente universitario di 26 anni; Amanda Knox, studentessa statunitense, 23 anni; Rudy Hermann Guede, 24 anni, nato in Costa d’Avorio, arrestato in Germania ed estradato in Italia. Come auspicato dei suoi avvocati, Guede ha ottenuto dal giudice per l'udienza preliminare la concessione del rito abbreviato.

La Knox, Sollecito e Guede sono stati rispettivamente condannati a 26, 25 e 16 anni di carcere. La sentenze ha parlato di un movente «erotico sessuale violento», cioè di una specie di gioco sfuggito di mano alle persone che vi erano coinvolte. E come scrive il Corriere della Sera, una confidenza di Guede potrebbe contribuire a scagionare Sollecito e la Knox. Guede avrebbe infatti riferito che la notte in cui venne uccisa la Kercher, i due ex fidanzati non erano nella casa di via della Pergola. A colpire alla gola la giovane inglese con una lama sarebbe stato invece un uomo non ancora identificato che era lì con lui. In particolare Guede ha confermato la sua presenza nella casa dove è avvenuto l’omicidio (al quale si è però sempre detto estraneo), sostenendo di non avere mai conosciuto Sollecito e di avere incontrato solo rare volte Amanda. Rudy avrebbe inoltre riferito che ad assassinare Meredith fu un altro uomo presente nella casa dopo che la ragazza aveva rifiutato di partecipare a un festino a sfondo sessuale. Rudy si sarebbe poi allontanato recandosi in discoteca.

CHIARA POGGI – Il 2009 si era chiuso con l’assoluzione di Alberto Stasi nel corso del processo sul giallo di Garlasco per l’omicidio di Chiara Poggi. Con il Tribunale di Vigevano che aveva sentenziato che Stasi era innocente «per non aver commesso il fatto». Ma anche nel corso del 2010 sono emerse novità importanti su un caso che è tutt’altro che chiuso, se non altro perché non è ancora stato individuato il vero colpevole. Come scrive il Corriere della Sera, il processo d’appello sarà deciso su due fronti: l'interpretazione differente degli indizi e nuovi accertamenti che la parte civile ritiene doverosi. In particolare sul capello biondo ritrovato sul luogo del delitto: ha una lunghezza di 1,2 centimetri, è più corto e molto più chiaro (tra il biondo e il castano) rispetto alla ciocca di capelli insanguinati (poi attribuiti alla vittima). Su questo capello, munito di radice (e quindi sembrerebbe strappato), stretto nella mano sinistra di Chiara, la parte civile ha chiesto nuove analisi più rigorose di quelle eseguite subito dopo il delitto. Necessario anche l'esame sulle unghie della vittima, «reperti solo parzialmente analizzati durante l'autopsia». Il 21 dicembre prossimo Stasi tornerà a processo per i video pedopornografici trovati nella memoria del suo computer, mentre per l’appello sul caso Garlasco bisognerà attendere quantomeno la prossima primavera, se non addirittura l’autunno 2011.

(Pietro Vernizzi)



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