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PIETRO TARICONE/ Il guerriero dello spettacolo con una “vocazione per la diversità”

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Il riscatto - Pietro è uscito dalla casa, ha evitato le discoteche, il frastuono, i flash. Si è messo a studiare recitazione, la sua vera passione e a perfezionare la dizione da ragazzo di Caserta, pronto per il grande viaggio verso la capitale in cerca di fortuna.

"Appena arrivato a  Roma stavo in un hotel - racconta a 'Parla con me' - e ogni mese cambiavo stanza. Dal piano terra, dopo qualche tempo mi sono trovato all'ultimo piano. Gli altri mi stavano un po' stretti". Un po' macho, un po' ragazzo di strada, un po' divo, un po' faccia da schiaffi. Dal basso, lentamente, ma con intelligenza si è fatto largo tra la folla degli ex personaggi del GF. "L'unico che ha avuto la fortuna di essere riconosciuto per nome e cognome", commenta la giornalista Candida Morvillo. "Era energetico e aveva un’intelligenza istintiva. Non è mai diventato una figurina del dopo reality, quel circo un po’ soap che segue al Gf", così lo racconta Carlo Freccero, attuale direttore di Rai4.

Fenomeno Taricone, discusso in tv da psicologi e commentatori di ogni sorta, persino Il Foglio gli dedica una rubrica ogni lunedi. Tutti stupiti, perchè, forse, oggi come oggi, fa strano vedere uno che, studiando, ce la fa. Un po' la rivincita dell'italiano medio, del ragazzo del bar, di quello che ha un sogno, nemmeno troppo piccolo, e nemmeno troppo per caso finisce per realizzarlo.

Tv e cinema. Ha lavorato con Gabriele Muccino in "Ricordati di me", in "Maradona la mano de Dios" di Marco Risi e in "Radio West" di Alessandro Valori. Proprio sul set di quest'ultimo ha incontrato Kasia Smutniak, anche lei attrice, divenuta poi la sua compagna per 8 anni e madre della piccola Sophie. E poi il debutto in tv nel 2002 con "Distretto di polizia 3", seguito da "Codice rosso", "Crimini", "La nuova squadra". Attore, si, ma sempre fin troppo autentico anche per la televisione. "Un grande" secondo Roberto Saviano, anch'egli di Caserta e compagno di liceo. Uno discreto, così come è stata la cerimonia per dirgli addio, lontana dalle copertine patinate, animata solo dai gli amici, quelli veri. "Amava volare – dice ancora lo scrittore e amico - perchè il cielo non tradisce, come ogni paracadutista sa. A tradirlo è stato l’atterraggio, è stata la terra".
 
(Ilaria Morani)



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