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PING PING/ L’uomo piccolo da Guinness che ha tenuto compagnia agli italiani

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“Dove è nato lui non esistono gli ospedali. L’amore della mamma lo ha salvato”, così Barbara D’Urso, la conduttrice televisiva del programma Lo show dei record, ha presentato all’Italia la piccola star cinese. He Pingping è noto ai più perché con i suoi 76.64 centimetri è entrato nel 2008 nel Guiness dei primati come uomo più basso del mondo in grado di camminare.

E con queste parole entra nelle case degli italiani e sui siti di mezzo pianeta il piccolo uomo ventunenne, ma con il fisico di un bimbo di 3 anni, pochi capelli acconciati in una cresta rossa, sorriso sornione e voce da pulcino. Era stato il cognato, nel 2005, a decidere di aiutare Pingping per mostrare a tutti il “talento” del piccolo, destinato a rimanere per sempre nel corpo di un bambino. La colpa è di una rara malattia, l’osteogenesi imperfetta, che gli ha impedito di crescere e svilupparsi.

Nato di appena 500 grammi, il padre racconta che stava nel palmo di una mano e la madre ricorda di averlo nutrito per mesi con un contagocce. Ma è l’ingresso nel libro degli assoluti mondiali che fa cambiare la vita di Pingping. Dal piccolo paese nella Mongolia Interna, si sposta prima in Giappone poi nel resto del mondo trasformando la sua vita in una sorta di reality show televisivo volto a commuovere e, altre volte, a storcere il naso, a un pubblico sempre più vasto.
   
Interesse globale - “E’ interessante vedere come un uomo così piccolo abbia suscitato un così grande interesse nel mondo”. Fu davvero sensazionale l’ascesa mediatica del piccolo uomo, così come la descrive il responsabile del Guiness World Records, Craig Glenday. “Aveva un atteggiamento molto positivo nei confronti della vita, un piccolo uomo con molto da insegnare a quelli più alti di lui, me incluso. Sin dal momento della certificazione del suo record, il 22 marzo 2008, Pingping era diventato un eroe nella sua Cina e poi in tutto il mondo. Mi ha colpito per la sua simpatia travolgente e il suo comportamento giocherellone”, ricorda con una punta di tristezza Marco Frigatti, giudice del Guinnes World Record.

Solo nel mese di maggio del 2009 la pagina Facebook di Pingping ha contato 1.300 appassionati che hanno riempito il fan club di commenti alle trasmissioni televisive che stavano andando in onda in quel periodo in Italia. Quell’ometto, minuscolo già nel nome, presentandosi in tv con gli abiti tipici della sua terra, ha saputo fare della sua particolarità un cavallo di battaglia, diventando una vera e propria icona mediatica.

 



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