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PROTEZIONE CIVILE/ L’Aquila, così la Procura ha provato a trafiggere San Guido

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Alcuni, come scrive il sito di Sky Tg24, confessano addirittura che «io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto». Nell’ordinanza di custodia cautelare è scritto non a caso che il terremoto «ha suscitato gli appetiti di personaggi privi di scrupoli». L'11 aprile 2009 per esempio Balducci telefona ad Anemone e parla con lui del futuro del figlio Filippo, 30enne («questo non c'ha manco un posto da usciere, tanto per essere chiari»), chiedendogli aiuto in cambio dell'impegno affinché le ditte di Anemone siano inserite negli appalti per la ricostruzione. Un’intercettazione ritenuta dal Gip «importante perché fa intendere il cinismo dei due che a pochissimi giorni dal tragico sisma dell'Abruzzo non esitano a programmare speculazioni in sede di ricostruzione».

E questo atteggiamento, sempre secondo il magistrato, «si ricava anche da altre conversazioni che, pur non riguardando direttamente gli odierni indagati, danno tuttavia un quadro veramente inquietante circa la realtà degli appalti pubblici in Italia».

Sette invece gli inquisiti nel fascicolo aperto dai magistrati di Roma riguardo l'inchiesta sui lavori per la scuola marescialli di Firenze dopo che la Cassazione ha ordinato il trasferimento degli atti da Firenze a Roma. Tra gli indagati ci sono Balducci e il coordinatore del Pdl Denis Verdini. Bertolaso inoltre lo scorso 14 giugno è stato ascoltato dai magistrati perugini nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per Grandi eventi. L'interrogatorio si è svolto davanti ai magistrati titolari dell'inchiesta, Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi.

Al termine dell’interrogatorio Bertolaso si è proclamato innocente: «Ho dimostrato la mia totale estraneità alle accuse che mi sono state mosse. Ho chiesto che abbia a terminare l'assurda e ingiustificata attività mediatica in corso dal 10 febbraio basata su voci e illazioni di cui si è dimostrata la completa infondatezza». Attualmente però l’inchiesta sugli appalti per i Grandi eventi è ancora in corso. E come stabilito dalla Corte di cassazione, a proseguirla sarà la Procura di Perugia, e non quella di Firenze che pure ha compiuto alcuni arresti nell’ambito dell’indagine sul presunto scandalo.

(Pietro Vernizzi)



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